L’Ue propone alla Cina prezzi minimi sulle auto elettriche per cancellare i dazi
L’Unione europea apre a una possibile distensione con la Cina sul fronte dell’automotive elettrico. Bruxelles ha infatti presentato lo scorso 12 gennaio nuove linee guida che, se rispettate, consentirebbero ai costruttori cinesi di esportare veicoli elettrici nel mercato europeo senza essere soggetti ai dazi aggiuntivi introdotti nel 2024 (a questo link il documento). La Commissione europea aveva infatti deciso nell’ottobre di un anno e mezzo fa di imporre tariffe supplementari fino al 35% sulle auto elettriche prodotte in Cina, da aggiungere al dazio standard del 10%, contestando ai costruttori il beneficio di sovvenzioni pubbliche considerate distorsive della concorrenza. In quell’occasione Bruxelles aveva già previsto la possibilità, per le case automobilistiche interessate, di evitare le nuove tariffe impegnandosi formalmente a rispettare determinati livelli di prezzo sul mercato europeo.
Una prima proposta in questa direzione è stata presentata lo scorso mese, come ha spiegato il portavoce comunitario Olof Gill, precisando che l’iniziativa «è tuttora oggetto di esame». Ora la Commissione ha pubblicato un documento di otto pagine che definisce in modo puntuale le condizioni e le modalità con cui i produttori cinesi possono sottoporre a Bruxelles impegni vincolanti sui prezzi di vendita. Le linee guida sono state accolte positivamente dal Governo di Pechino. Nel dettaglio, la Commissione chiarisce che il prezzo proposto da ciascuna casa automobilistica dovrà «eliminare gli effetti dannosi delle sovvenzioni» di cui beneficia la produzione in Cina e che gli impegni dovranno essere riferiti a singoli modelli. L’UE avverte inoltre che presterà particolare attenzione al rischio di compensazioni incrociate tra diversi veicoli appartenenti allo stesso gruppo automobilistico. Tra i criteri indicati per ottenere il via libera europeo figurano anche promesse di investimenti sul territorio dell’Unione.





