Auto elettriche: a luglio in Italia immatricolazioni a +40,6%
Nel mese di luglio 2025, secondo i dati diffusi da Motus-E, sono state immatricolate in Italia 5.764 auto elettriche, con un incremento del 40,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La quota di mercato dei BEV ha raggiunto il 4,85%, in crescita rispetto al 3,27% registrato a luglio 2024. Considerando il periodo gennaio-luglio, le immatricolazioni di auto elettriche ammontano a 50.539 unità, in aumento del 30,9% su base annua, con una quota di mercato del 5,17% contro il 3,8% dello stesso periodo del 2024. Al 31 luglio, il parco circolante elettrico italiano risulta pari a 324.611 veicoli.
Il mercato automobilistico complessivo resta invece in calo. A luglio le nuove immatricolazioni sono state 118.948, il 5% in meno rispetto al 2024. Nei primi sette mesi del 2025 le registrazioni si attestano a 977.522 unità, in diminuzione del 3,7% e lontane dai volumi pre-pandemia. Nel confronto europeo, i dati di giugno 2025 mostrano per l’Italia una quota BEV del 6,06%, inferiore a Francia (17,22%), Germania (18,47%), Spagna (9,64%) e Regno Unito (24,78%). Paesi come Belgio e Paesi Bassi registrano quote ancora più elevate, rispettivamente pari al 30,4% e al 35,35%. In crescita anche il segmento dei veicoli commerciali leggeri elettrici, che a luglio ha totalizzato 899 immatricolazioni, pari al 5,41% del mercato. Da inizio anno il totale è di 5.159 unità, con una quota del 4,72%. Anche in questo comparto Motus-E rileva una tendenza positiva, che potrebbe rafforzarsi con l’attivazione delle nuove misure annunciate.
«Il mercato continua a mostrare segnali di tenuta, ma l’attesa per i nuovi incentivi rischia di trasformarsi in un freno» ha commentato Fabio Pressi, Presidente di Motus-E «È positivo che il Governo abbia annunciato, per settembre, l’arrivo di nuove agevolazioni mirate alle fasce a basso reddito; ora bisogna essere veloci e chiari perché i tempi per spendere le risorse sono stretti. Per far raggiungere all’Italia i livelli di quote di mercato degli altri paesi europei c’è bisogno di misure continuative e certe negli anni, come ad esempio la revisione della deducibilità dei costi di acquisto e noleggio delle auto aziendali».





