I Cpo visti dalla Piattaforma Unica Nazionale
A un anno di distanza dal lancio della PUN, ecco come appare lo strumento messo a punto dal Mase con l’obiettivo di fornire un quadro chiaro e aggiornato sullo stato dell’infrastruttura ad accesso pubblico nel nostro paese, tra alcune feature molto interessanti e sezioni che necessiterebbero upgrade più frequenti
Il Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) nel marzo dello scorso anno ha ufficialmente annunciato l’attivazione online della Piattaforma Unica Nazionale dei punti di ricarica ad accesso pubblico. La piattaforma, consultabile in maniera gratuita da qualsiasi utente privato sui portali del Mase e del GSE, consente di localizzare in maniera facile e intuitiva le infrastrutture di ricarica presenti sul territorio italiano, mostrando dettagli sulla tipologia di alimentazione, la potenza massima erogabile, informazioni sugli operatori che erogano il servizi (Charging Point Operator) e lo stato del punto di ricarica (se già attivo o in fase di allacciamento). La PUN, oltre a essere uno strumento utile a monitorare lo sviluppo della mobilità elettrica, è anche un supporto per gli Enti locali nella programmazione urbanistica dei territori.
Per consentirne un aggiornamento costante e il più fedele possibile allo stato effettivo della rete, lo scorso dicembre è stata completata l’interoperabilità in real-time con i Cpo grazie al lancio di un’app che permette di accedere ai servizi della PUN anche tramite dispositivi mobili. In seguito, la PUN è stata arricchita con nuovi cruscotti interattivi per consentire alla Pubblica Amministrazione di agevolare la pianificazione delle infrastrutture di ricarica. I cruscotti sono stati realizzati attraverso i dati disponibili e vengono costantemente aggiornati dai Cpo. Il sistema è stato pensato per offrire agli operatori uno strumento di progettazione basato su un approccio data-driven, in grado di supportare una pianificazione più rapida ed efficiente delle infrastrutture. Ma cosa è realmente in grado di offrire oggi la PUN a un utente privato alla ricerca di informazioni sullo stato della ricarica pubblica nel nostro Paese? Atterrando sulla piattaforma attraverso il portale del Mase, è possibile visualizzare una mappa che indica, attraverso dei bollini, la concentrazione dei punti di ricarica nelle varie zone della Penisola.
Da questa si evince chiaramente una maggiore concentrazione nel Centro-Nord, con una carenza, in proporzione, di punti di ricarica presenti al Sud e nelle Isole. Qui, per ottenere informazioni più dettagliate riguardo a una determinata Regione, a un Comune o a una provincia, sono stati implementati una serie di filtri con cui, oltre all’area geografica, è possibile scendere nel dettaglio del tipo di connettore supportato dalla stazione (dove con Tesla si identificano le stazioni unicamente accessibili ai possessori del marchio americano, peraltro non ancora inserite a sistema), della potenza disponibile, oltre a poter selezionare il Cpo che eroga il servizio – sulla PUN sono presenti più di 50 –, lo stato di attivazione della colonnina e anche le infrastrutture in prossimità dei punti di interesse, come ad esempio scuole, musei, ospedali, stazioni ferroviarie, aeroporti e biblioteche.
Tra le opzioni previste dal filtro per personalizzare la ricerca dei charging point anche la tipologia di attivazione della colonnina, con diverse opzioni disponibili dalle carte di credito/debito alle Rfid Card, oltre alle app e ai sistemi contactless. Filtrando i punti di ricarica attraverso il Cpo che eroga il servizio è possibile farsi un’idea piuttosto precisa di come alcune aziende si stiano muovendo sul territorio. Mentre multiutility come Enel X sono sparse in maniera piuttosto uniforme su tutta la penisola, con una concentrazione prevalente al Nord in Lombardia e nel Lazio nei dintorni della Capitale, altre come A2A hanno una presenza massiccia solo nel Nord del Paese. Altri Cpo stanno invece concentrando prevalentemente il proprio sviluppo in alcune aree ben delineate. Per fare solo un paio di esempi, Acea Innovation ha concentrato le proprie attività prevalentemente nel Lazio, mentre Enerbroker (R-ev) sta sviluppando la propria rete di ricarica nel centro-sud del Paese.
A questo link l’articolo completo pubblicato su E-Ricarica di aprile