Ricarica domestica: l’Italia tra i Paesi europei più costosi (ricerca Switcher)
La piattaforma Switcher ha pubblicato una nuova analisi aggiornata al quarto trimestre del 2025 sulle tariffe domestiche per la ricarica dei veicoli elettrici in Europa, mettendo in risalto variabili nazionali significative e delineando il panorama dei costi in Italia. Secondo lo studio, la ricarica completa presso un’abitazione in Italia è stimata in 20,30 euro, mentre il costo medio per percorrere 100 km è pari a 5,57 euro (a questo link ulteriori informazioni). Questi dati collocano l’Italia al 7° posto tra i Paesi europei dove risulta più elevato il costo della ricarica domestica. Il rapporto evidenzia come in Germania la spesa media arrivi a 25,73 €, con circa 7,06 euro per 100 km, mentre in Danimarca si attestano 24,56 euro per carica e 6,74 € per 100 km.
Nel contesto italiano, i valori indicati riflettono un mix di vari fattori che impattano direttamente sul costo finale agli utenti: il prezzo dell’elettricità per i consumatori, l’incidenza di imposte e oneri generali, la struttura delle tariffe e l’efficienza delle sottostazioni e della rete. Il rapporto di Switcher sottolinea che la differenza fra Paesi deriva da componenti quali la composizione energetica nazionale, il livello dei sussidi o delle agevolazioni, la tassazione e la consistenza degli investimenti nelle infrastrutture elettriche. L’importanza di queste cifre emerge chiaramente per l’utente italiano che valuta un veicolo elettrico: un costo pari a 5,57 € ogni 100 km rende la mobilità elettrica relativamente più economica rispetto a una vettura a combustione, ma resta meno conveniente rispetto a Paesi dove l’energia costa meno o le agevolazioni sono maggiori. In Italia, l’elevata posizione in classifica segnala che sebbene il parco BEV sia in crescita, gli utenti non beneficiano ancora di condizioni tariffarie fra le più favorevoli in Europa.
A fronte di ciò, la lettura del rapporto evidenzia che la mobilità elettrica mantiene comunque una convenienza rispetto ai mezzi a combustione, grazie ai costi operativi inferiori e alla minore manutenzione. Tuttavia, la convenienza non è omogenea e dipende fortemente dal Paese di utilizzo, dal profilo tariffario domestico e dall’effettiva efficienza del sistema di ricarica. In Italia, è pertanto strategico considerare non solo l’acquisto del veicolo, ma anche la struttura dei costi annuali di ricarica e le possibili variabili (tariffe notturne, contratti a consumo differenziato, installazione della wallbox) che possono incidere in modo significativo sulla convenienza complessiva. Infine, il documento di Switcher invita a valutare l’opportunità di sottoscrivere offerte elettriche specifiche per veicoli elettrici, di sfruttare i momenti in cui l’elettricità è più economica (ad esempio di notte) e di considerare l’adozione di contatori intelligenti e piani tariffari “EV‑friendly”. Tali strategie possono contribuire a ridurre la spesa reale per km percorso e rendere più competitivo l’uso di un BEV in Italia.





