Ricarica pubblica: 10 Cpo coprono l’87% della rete (studio TrueNumb3rs)
Al 30 giugno 2025 la rete italiana di ricarica per veicoli elettrici contava 57.915 punti installati, di cui 51.005 operativi e 6.910 ancora non attivi, pari all’11,9% del totale. Il mercato si conferma fortemente concentrato: i primi cinque operatori gestiscono 39.188 colonnine, coprendo il 76,8% della rete, mentre la quota sale all’86,7% considerando i primi dieci player. Questo è quanto emerge da uno studio effettuato dal potale Truenumb3rs (a questo link ulteriori informazioni) su dati Unrae. Enel X si conferma il primo Cpo con 16.630 colonnine attive, pari al 32,6% della rete, su un totale di 20.405 installate e un tasso di attivazione dell’81,5%. Segue Plenitude con 15.683 punti attivi e un livello di disponibilità superiore, pari al 91,5%. Al terzo posto si colloca A2A con 3.133 infrastrutture operative su 3.465. Più staccati Go Electric Stations con 2.178 punti, Neogy con 1.564 e, a seguire, Ewiva (1.110), Atlante (1.088), Acea Energia (1.027), Duferco (985) e Free To X (848).
Sul fronte della potenza, la maggior parte delle colonnine resta nella fascia Quick, tra 7,1 e 22 kW, che con 22.186 punti rappresenta il 43,5% del totale. Seguono le Fast, tra 22,1 e 50 kW, con 18.450 unità pari al 36,2%. In forte espansione le infrastrutture ad alta potenza: le Ultra Fast, tra 50,1 e 150 kW, hanno raggiunto quota 5.320 con una crescita del 16,5% nell’ultimo trimestre, mentre le ultrafast, oltre i 150 kW, sono salite a 1.718 con un aumento del 25%. Persistono però forti squilibri geografici. Il 36,2% dei punti di ricarica si trova nel Nord-Ovest e il 24,5% nel Nord-Est, mentre il Centro si ferma al 19,1%, il Sud al 12,7% e le Isole al 7,4%. Sei colonnine su dieci sono collocate tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La Lombardia guida la classifica con 12.207 infrastrutture attive, seguita da Piemonte (6.007), Lazio (5.737), Veneto (5.336) ed Emilia-Romagna (4.897). Queste cinque regioni concentrano oltre due terzi dell’intera rete nazionale. In fondo alla classifica si trovano Molise con 246 punti, Basilicata con 347 e Umbria e Calabria con 892 ciascuna, mentre la Valle d’Aosta, pur con numeri contenuti, presenta una buona capillarità in rapporto al territorio.





