Sperimentazione Arera: solo il 7% delle autorizzazioni ha riguardato i condominii (analisi ChargeGuru)
Dal 2021 a fine 2024 sono state approvate 5.427 installazioni nell’ambito della sperimentazione prevista dalla Delibera 541/2020/R/EEL di ARERA, quadruplicando in meno di quattro anni e registrando un picco nell’ultimo trimestre del 2024 (a questo link ulteriori dettagli). Tuttavia, solo il 7% di queste installazioni trova spazio in contesti condominiali, mentre la grande maggioranza è concentrata in villette unifamiliari, plurifamiliari o box indipendenti, un dato che contrasta con la realtà demografica italiana, dove oltre il 60% della popolazione vive in condominio.
Secondo l’analisi di ChargeGuru, operatore europeo specializzato nell’installazione di soluzioni di ricarica per veicoli elettrici, l’adozione crescente di dispositivi “intelligenti” e l’accelerazione delle autorizzazioni rappresentano un passo avanti fondamentale per la transizione elettrica. Tuttavia, il divario relativo ai condomìni rimane un nodo critico: solo un ampliamento della ricarica privata negli spazi condivisi potrà sbloccare il pieno potenziale dell’e-mobility nelle città italiane, dove vive la maggioranza della popolazione.

Diego Trabucchi, Managing Director di ChargeGuru Italia
«Dalla Relazione emerge con chiarezza che la ricarica domestica è il vero motore della transizione elettrica: tempi più rapidi, dispositivi smart e integrazione col fotovoltaico. Ma il divario dei condomìni resta il collo di bottiglia» spiega Diego Trabucchi, Managing Director di ChargeGuru Italia. «Se anche solo una parte di quel 93% di installazioni extra-condominiali confluisse in contesti condivisi, si aprirebbe una nuova frontiera per l’auto elettrica nelle aree urbane a maggiore densità abitativa, riducendo la pressione sulle colonnine pubbliche e massimizzando l’uso di energia da fonti rinnovabili domestiche. I dati del GSE ci dicono che la ricarica privata sta diventando sempre più smart e che i tempi di attesa si riducono. Ora occorre estendere questi vantaggi anche ai condomìni, dove vive la maggioranza degli italiani: è lì che si vincerà – o si perderà – la partita della mobilità elettrica».




