Studio T&E: le auto ibride plug-in inquinano quasi quanto quelle a benzina
Le ibride plug-in (PHEV) emettono fino a cinque volte più CO₂ rispetto ai valori ufficiali riportati nei libretti di immatricolazione. È quanto emerso da una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), che ha esaminato i dati di consumo reale di oltre 127mila veicoli raccolti dall’Agenzia europea dell’ambiente. Secondo lo studio, le PHEV emettono in media 135 g di CO₂/km, a fronte dei 166 g/km delle auto a benzina e diesel, e ben oltre i livelli dichiarati dai costruttori. In teoria, i veicoli ibridi plug-in dovrebbero alternare la trazione elettrica e quella termica per ridurre consumi ed emissioni. Nella pratica, però, l’uso del motore endotermico risulta molto più frequente: anche in modalità elettrica, le auto analizzate hanno consumato in media 3 litri di benzina ogni 100 km, equivalenti a 68 g di CO₂/km, otto volte di più rispetto ai valori ufficiali. Questo perché i motori elettrici dei PHEV non sono sufficientemente potenti da sostenere velocità elevate o pendenze, costringendo l’unità a combustione ad intervenire regolarmente.
Il divario tra i risultati reali e quelli ottenuti nei test WLTP deriva da condizioni di prova che non riflettono l’uso quotidiano dei veicoli. Ne conseguono costi di gestione superiori per gli automobilisti: T&E stima una spesa extra di circa 500 euro l’anno in carburante e ricariche rispetto alle aspettative. A ciò si aggiunge il prezzo d’acquisto, mediamente più alto di 15.000 euro rispetto a un’auto elettrica a batteria, con un costo medio di vendita pari a 55.700 euro nei principali mercati europei.
Lo studio evidenzia inoltre che l’aumento della capacità delle batterie, pensato per estendere l’autonomia elettrica, sta paradossalmente incrementando le emissioni: i modelli con oltre 75 km di autonomia elettrica producono in media più CO₂ di quelli con autonomia inferiore. Tra i marchi europei, Mercedes-Benz mostra il maggiore scostamento tra emissioni ufficiali e reali, con una differenza del 494%, che raggiunge il 611% nel caso della GLE-Class. Nonostante questi risultati, diversi costruttori europei stanno chiedendo all’UE di rimuovere gli “utility factor”, i correttivi che servono a riallineare i valori di emissione dei PHEV alla realtà d’uso. Secondo T&E, tale richiesta equivarrebbe a un passo indietro nelle politiche di decarbonizzazione del settore.
Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia, ha commentato: «Le ibride plug-in sono uno dei più grandi bluff della storia dell’auto. Le loro emissioni si avvicinano a quelle delle auto a benzina e, persino in modalità elettrica, superano di otto volte i valori dichiarati. Continuare a considerarle veicoli puliti significa sabotare le norme sulle emissioni e rallentare la diffusione delle auto elettriche, di cui il mercato e il clima hanno urgente bisogno».
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