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Auto elettriche: in Italia a maggio immatricolazioni a +84%

Giugno 3, 2026

Il mercato italiano delle auto elettriche continua a crescere per l’undicesimo mese consecutivo, ma resta ancora distante dai principali Paesi europei. A maggio 2026, secondo i dati diffusi da Motus-E, le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto 13.164 unità, segnando un incremento dell’84,8% rispetto allo stesso mese del 2025 e portando la quota di mercato all’8,8%, in aumento rispetto al 5,1% dell’anno precedente.

La dinamica positiva è sostenuta in larga parte dalle consegne dei veicoli acquistati tramite gli incentivi resi disponibili lo scorso ottobre e andati esauriti in poche ore. Nei primi cinque mesi dell’anno le immatricolazioni di auto elettriche in Italia sono salite a 64.102 unità, in crescita del 74,5% su base annua, con una quota di mercato pari all’8,1% contro il 5,1% registrato nel periodo gennaio-maggio 2025. Al 31 maggio, il parco circolante elettrico italiano conta 421.487 vetture.

Considerando il mercato nel suo complesso, a maggio le immatricolazioni totali si attestano a 149.934 unità, in crescita del 7% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel cumulato dei primi cinque mesi dell’anno il settore registra un incremento del 9,1%, con 791.963 immatricolazioni complessive.

Il confronto con i principali mercati europei conferma tuttavia il ritardo italiano. Ad aprile 2026 la quota di mercato delle auto elettriche si è attestata al 26,2% in Francia, al 25,9% in Germania, al 9,4% in Spagna e al 26,2% nel Regno Unito, contro l’8,5% registrato in Italia nello stesso mese.

«Nonostante il recupero degli ultimi mesi, per l’Italia il confronto tra i grandi d’Europa continua a essere impietoso», commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, rimarcando l’urgenza di un piano d’azione strutturale, in grado di colmare un ritardo che rischia seriamente di trasformarci in un mercato di serie B, privando il Paese di un ruolo centrale nello scacchiere automotive internazionale». Serve una pianificazione organica come quella osservata nei maggiori mercati europei, fatta di strumenti chiari per aiutare famiglie e imprese a orientarsi verso la mobilità elettrica. La reattività delle immatricolazioni plug-in rispetto all’intervento sui fringe benefit del 2025 dimostra la particolare elasticità di questo canale decisivo».

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