


Il Governo conferma il sostegno all'installazione delle infrastrutture di ricarica private. Il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 ha infatti prorogato fino al 2030 il bonus destinato all'acquisto e all'installazione di colonnine e wallbox per la ricarica dei veicoli elettrici presso abitazioni e condomìni, mantenendo invariata l'intensità dell'incentivo.
La misura prevede un contributo pari all'80% delle spese sostenute, con un tetto massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e di 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Il bonus riguarda sia l'acquisto dell'infrastruttura di ricarica sia la sua installazione e le opere strettamente connesse, dagli impianti elettrici agli eventuali lavori edili, fino alla progettazione, ai collaudi e alla connessione alla rete elettrica.
Il provvedimento destina complessivamente 68 milioni di euro alla misura nel periodo 2025-2030. Dopo i 10 milioni residui del 2025 e i 5 milioni previsti per il 2026, le risorse saliranno a 15 milioni di euro annui nel triennio 2027-2029, per poi attestarsi a 8 milioni nel 2030.
Possono accedere all'incentivo esclusivamente le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni per gli interventi sulle parti comuni. Restano invece esclusi imprese e titolari di partita IVA, che continuano a poter fare riferimento agli specifici incentivi gestiti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per l'installazione di infrastrutture di ricarica destinate alle attività economiche.
Per ottenere il contributo sarà necessario sostenere sia l'acquisto sia la posa in opera della wallbox o della colonnina, effettuando tutti i pagamenti con strumenti tracciabili intestati al beneficiario. Tra le spese ammissibili rientrano anche gli impianti elettrici, le opere murarie necessarie, i sistemi di monitoraggio, la progettazione, la direzione lavori, la sicurezza, i collaudi e l'eventuale realizzazione di un nuovo punto di connessione alla rete.
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma online di Invitalia, utilizzando SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Al momento, tuttavia, non è ancora stata fissata la nuova finestra temporale per l'invio delle richieste.
Il DPCM conferma infatti il rifinanziamento della misura, ma demanda a un successivo provvedimento attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy la definizione delle date di apertura dello sportello, della decorrenza effettiva delle spese ammissibili e delle modalità operative per la presentazione delle domande.
In attesa dell'emanazione del decreto attuativo, i beneficiari interessati possono comunque iniziare a predisporre la documentazione necessaria, conservando fatture, ricevute dei pagamenti tracciabili e certificazioni di conformità rilasciate dall'installatore, così da essere pronti all'apertura della nuova finestra di accesso al contributo.
