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L’elettrificazione delle flotte aziendali può generare 344mila posti di lavoro in Europa

Ottobre 22, 2026

L’elettrificazione delle flotte aziendali potrebbe generare fino a 344mila posti di lavoro aggiuntivi nell’Unione europea entro il 2030, accompagnandosi a un incremento degli investimenti fino a 38 miliardi di euro. È quanto emerge da uno studio pubblicato da Transport & Environment (T&E), che individua nel regolamento europeo sui veicoli aziendali puliti, attualmente in discussione, una leva per sostenere la domanda di auto elettriche e rafforzare la filiera produttiva continentale.

La proposta prevede che entro il 2030 il 45% delle nuove immatricolazioni delle grandi flotte sia costituito da veicoli elettrici. Secondo T&E, tuttavia, un impatto più significativo potrebbe derivare dall’articolo 4 del regolamento, che contempla dal gennaio 2028 la limitazione dei benefici fiscali e del sostegno pubblico alle sole auto aziendali a basse o zero emissioni prodotte in Europa.

L’analisi confronta due scenari. In quello più moderato, l’incremento occupazionale stimato è pari a 196mila unità, con investimenti per 20 miliardi di euro e benefici economici per 28 miliardi. Nello scenario più ambizioso, caratterizzato da una più rapida uscita delle auto a combustione dalle flotte, la quota di elettriche tra le nuove immatricolazioni delle grandi aziende raggiungerebbe il 69% nel 2030. In questo caso, i posti di lavoro aggiuntivi salirebbero a 344mila, gli investimenti a 38 miliardi e i benefici economici a 48 miliardi di euro.

La Germania concentrerebbe una parte rilevante dei risultati attesi, con 134mila nuovi posti di lavoro stimati, pari al 39% del totale. Per la Polonia, invece, T&E prevede 38.500 occupati aggiuntivi, l’82% dei quali nella filiera delle batterie. La capacità produttiva polacca di celle potrebbe inoltre passare da 31 a 81 GWh entro il 2030.

Tra gli esempi citati nello studio figura Volkswagen, che ha annunciato 35mila tagli al personale entro il 2030. Secondo le stime di T&E, nello scenario più ambizioso il regolamento sulle flotte potrebbe favorire la creazione di 56.300 posti di lavoro diretti aggiuntivi nel gruppo tedesco, evidenziando il potenziale di una maggiore domanda di veicoli elettrici per la capacità produttiva europea.

Per T&E, la disponibilità di una domanda stabile rappresenta una condizione importante anche per sostenere gli investimenti nella produzione di batterie e nella realizzazione delle gigafactory annunciate in Europa. Il regolamento sulle flotte aziendali viene quindi indicato dall’organizzazione come uno strumento per coniugare la diffusione della mobilità elettrica con il rafforzamento industriale e occupazionale del continente.

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