Mimit: il Fondo Automotive includerà bonus per le colonnine di ricarica
Il nuovo Fondo Automotive delineato dal Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) rafforza il sostegno pubblico anche allo sviluppo delle infrastrutture per la mobilità elettrica. Nella programmazione delle risorse fino al 2030, pari a circa 1,6 miliardi di euro, è infatti confermata la presenza di un bonus dedicato alle colonnine di ricarica, affiancato da altre misure sul fronte della domanda come l’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, gli incentivi per i veicoli di categoria L, il retrofit e il noleggio sociale a lungo termine. Il quadro è stato presentato nel corso del tavolo automotive tenutosi a Palazzo Piacentini, presieduto dal ministro Adolfo Urso e dal sottosegretario Fausta Bergamotto, alla presenza dei vertici di Stellantis, delle Regioni interessate dagli insediamenti produttivi, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali. L’obiettivo dichiarato è fornire alle imprese una prospettiva pluriennale stabile, destinando circa il 75% delle risorse al rafforzamento dell’offerta industriale.
Nel dettaglio, la quota principale del Fondo Automotive sarà assorbita dagli Accordi per l’innovazione, con 750 milioni di euro dedicati a ricerca e sviluppo, seguiti dai Contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con un’attenzione specifica ai mini-contratti. Il sostegno alle infrastrutture di ricarica si inserisce in questo contesto come leva complementare per accompagnare la transizione del settore e favorire la diffusione dei veicoli elettrici, in particolare nel trasporto commerciale e urbano. Durante l’incontro, Stellantis ha ribadito il proprio impegno verso la filiera italiana. Il gruppo ha confermato che nel 2025 gli acquisti da fornitori nazionali hanno superato i 7 miliardi di euro e che tale livello di impegno verrà mantenuto anche nel 2026, a testimonianza del ruolo centrale dell’Italia nella strategia europea del costruttore.
Il tavolo automotive è stato anche l’occasione per fare il punto sul processo di revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO₂. Il ministro Urso ha richiamato il ruolo svolto dall’Italia nel promuovere un anticipo della revisione e nel rinvio delle sanzioni previste dal sistema delle supermulte, sottolineando la necessità di interventi più incisivi sul piano della neutralità tecnologica, dello sviluppo dei biocombustibili, del rafforzamento della filiera delle batterie e della tutela del Made in Europe. A questo proposito, è stata ricordata l’intesa già avviata con la Germania e la volontà di coinvolgere anche la Francia per ampliare il fronte delle riforme a livello europeo. A sostegno del comparto automotive, alle risorse del Fondo si affiancano inoltre gli strumenti previsti dalla legge di bilancio, a partire dal Nuovo Piano Transizione 5.0 e dal rifinanziamento della Nuova Sabatini, che concorrono a determinare un volume complessivo di interventi pubblici rilevante per l’intero sistema produttivo. «Con il nostro primo non-paper sul settore dell’ottobre 2024 abbiamo aperto la strada alle riforme in Europa, riuscendo ad ottenere l’anticipo della revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ e il rinvio delle supermulte che avrebbero portato al collasso del sistema industriale dell’automotive europeo. La proposta di revisione presentata il 16 dicembre scorso dalla Commissione però, pur andando nella direzione giusta, non è affatto sufficiente: serve il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica, lo sviluppo dei biocombustibili, risorse significative sulla filiera delle batterie e la tutela del Made in Europe. Per questo abbiamo sottoscritto un’intesa con la Germania sulle modifiche ai regolamenti, sulla politica industriale europea e sulla competitività. Ora dobbiamo ingaggiare anche la Francia per allargare il fronte delle riforme. Servono cambiamenti radicali, non maquillage. Servono subito: il tempo è scaduto» ha dichiarato Urso.





