


Il 2026 si profila come un anno particolarmente dinamico per il mercato italiano delle infrastrutture di ricarica, con il passaggio da una fase di crescita quantitativa a una più matura e strutturata. La domanda sarà trainata soprattutto dal segmento b2b, in particolare dalle flotte aziendali, mentre la ricarica pubblica entrerà in una fase di consolidamento. Tecnologia, integrazione con la rete e smart charging diventeranno elementi centrali dello sviluppo. sullo sfondo, restano decisive la stabilità regolatoria e la continuità degli incentivi
Il 2026 si preannuncia come un anno di consolidamento e maturazione per il mercato italiano delle infrastrutture di ricarica, inserendosi in una traiettoria di crescita che coinvolgerà l’intero ecosistema dell’e-mobility. Dopo una fase caratterizzata da forti discontinuità, il settore prevede segnali di maggiore stabilità, pur restando fortemente influenzato da fattori regolatori e dagli strumenti di incentivazione. Questo è quanto è emerso dalle risposte a cinque domande sui principali trend del prossimo anno che E-ricarica ha rivolto a 6 esponenti dell’industria impegnati in diversi comparti della filiera: produttori, Cpo, Emsp e multiutility.
Il potenziale del nostro territorio rimane significativo: il 2026 dovrebbe confermare un’evoluzione graduale ma strutturale, con una domanda che crescerà in modo sempre più selettivo. Non si tratta più di aumentare semplicemente il numero di punti di ricarica, ma di migliorarne l’affidabilità, l’interoperabilità e la qualità complessiva del servizio. La ricarica pubblica sta entrando in una fase più ordinata, con una distribuzione territoriale più razionale e una maggiore attenzione agli hub ad alta potenza collocati lungo le principali direttrici di traffico e nei nodi strategici della mobilità. I principali driver della crescita saranno ancora una volta i segmenti B2B. Le flotte aziendali rappresentano il vero motore della transizione, spinte da politiche fiscali, obiettivi ESG e da una crescente consapevolezza del vantaggio economico sul costo totale di possesso. Questo segmento richiede soluzioni integrate che combinino ricarica in sede, a domicilio e su rete pubblica, insieme a strumenti digitali per la gestione energetica e operativa.
Accanto alle flotte, continueranno a svilupparsi il trasporto pubblico locale e la logistica urbana, con una progressiva elettrificazione dei veicoli commerciali leggeri e l’avvio di progetti pilota anche per i mezzi pesanti, ancora vincolati dalla disponibilità di potenze elevate e da infrastrutture dedicate. Dal punto di vista tecnologico, il settore prevede uno spostamento verso un approccio sistemico alla ricarica. Le colonnine diventano parte di un ecosistema più ampio che integra rete elettrica, produzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e piattaforme software. Smart charging, gestione dinamica dei carichi e soluzioni di flessibilità saranno sempre più centrali per garantire la sostenibilità della rete e l’ottimizzazione dei costi energetici. Parallelamente, crescerà l’interesse per le tecnologie bidirezionali e per il Vehicle-to-Grid, che consentono di trasformare i veicoli elettrici in risorse attive del sistema elettrico.
L’evoluzione normativa, come l’introduzione di dispositivi intelligenti obbligatori attraverso il CIR per la gestione remota della potenza, avrà un impatto rilevante sul mercato, aumentando la complessità progettuale ma anche le opportunità di integrazione con la rete. Anche le prospettive per le immatricolazioni di vetture full electric nel 2026 sono complessivamente positive, sebbene caratterizzate da una forte dipendenza dalla continuità degli incentivi. Il segmento corporate continuerà a trainare i volumi, mentre il mercato consumer rimarrà sensibile al prezzo e alla percezione della disponibilità infrastrutturale. La concorrenza dei costruttori asiatici e l’arrivo di nuovi modelli europei più economici contribuiranno a ridurre i prezzi, favorendo un’ulteriore diffusione dei veicoli elettrici. Tuttavia alcune criticità permangono e sono destinate a incidere sulla crescita del mercato anche per il prossimo anno.
La frammentazione dei processi autorizzativi, i tempi di connessione alla rete e l’elevato peso dei costi fissi dell’energia continuano a rappresentare un freno agli investimenti e alla competitività del servizio di ricarica. A questo si aggiunge la necessità di una comunicazione istituzionale più efficace, capace di rendere visibili i progressi già compiuti e di rafforzare la fiducia di cittadini e imprese. Il settore richiede un quadro regolatorio stabile e di lungo periodo, che accompagni in modo coerente lo sviluppo della domanda e dell’offerta infrastrutturale. Doveroso, infine, un cenno al dibattito europeo sul possibile superamento dello stop totale ai motori endotermici al 2035: confermata la prospettiva di una produzione al 90% a zero emissioni, il quadro generale della transizione rischia di essere letto in modo distorto. Se da un lato potrà essere utilizzato da alcuni come argomento per dichiarare prematuramente il fallimento dell’elettrico, nella realtà dei fatti l’impatto sul percorso di transizione sarà limitato. Il progresso tecnologico nel settore della mobilità elettrica e delle infrastrutture di ricarica sta avanzando a un ritmo tale da rendere, nel giro di pochi anni, l’elettrico sempre più competitivo rispetto al termico, indipendentemente dai vincoli normativi.
A questo link l’articolo completo pubblicato su E-Ricarica di gennaio/febbraio