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AFIR, si avvicina la scadenza del 2027: nuovi obblighi e nodo dei controlli

Settembre 4, 2026

Il Regolamento europeo 2023/1804 è già in vigore dal 2024, ma alcune delle disposizioni più rilevanti per la rete di ricarica entreranno a regime nei prossimi mesi. Tra queste, l'obbligo di pagamento con carta per le infrastrutture pubbliche ad alta potenza già esistenti. Resta da chiarire, invece, il quadro delle sanzioni specificamente legate alla violazione degli obblighi AFIR.

A poco più di due anni dalla sua applicazione, il Regolamento europeo AFIR torna al centro dell'attenzione in vista di alcune scadenze che interessano direttamente la rete di ricarica. Il Regolamento (UE) 2023/1804 è infatti applicabile dal 13 aprile 2024 e ha introdotto un insieme di requisiti comuni per le infrastrutture accessibili al pubblico, dai sistemi di pagamento alla trasparenza delle tariffe, fino agli obiettivi di copertura della rete TEN-T. Non si tratta quindi di disposizioni introdotte recentemente, ma di un quadro normativo che sta entrando progressivamente nelle diverse fasi di applicazione previste dal legislatore europeo.

Uno dei requisiti più citati in questi giorni riguarda la distanza tra le stazioni di ricarica lungo la rete stradale TEN-T. L'AFIR prevede che, sulla rete centrale TEN-T, i gruppi di stazioni di ricarica siano collocati a una distanza massima di 60 chilometri, secondo requisiti progressivi di potenza complessiva. La prima scadenza per gli Stati membri era fissata al 31 dicembre 2025. Il requisito non riguarda, dunque, indistintamente tutta la rete stradale europea, ma specifici tratti della rete transeuropea dei trasporti e deve essere letto insieme alle soglie di potenza e alle altre condizioni previste dal regolamento.

Ancora più rilevante per gli operatori è la progressiva estensione degli obblighi relativi ai sistemi di pagamento. L'AFIR stabilisce che presso i punti di ricarica accessibili al pubblico installati dal 13 aprile 2024 debba essere possibile effettuare una ricarica ad hoc attraverso strumenti di pagamento elettronici ampiamente utilizzati nell'Unione. Per le infrastrutture con potenza inferiore a 50 kW il regolamento ammette anche soluzioni basate su una connessione Internet e, per esempio, sulla generazione di un codice QR. Per i punti di potenza pari o superiore a 50 kW sono invece previsti lettori di carte di pagamento o dispositivi contactless.

Il passaggio più significativo è però fissato al 1° gennaio 2027. Da quella data il requisito relativo al pagamento mediante carta o dispositivo contactless si applicherà anche ai punti di ricarica accessibili al pubblico con potenza pari o superiore a 50 kW installati prima del 13 aprile 2024, purché situati lungo la rete TEN-T o in un'area di parcheggio sicura e protetta. È quindi questa una delle disposizioni che può produrre conseguenze concrete sullo stock di infrastrutture già operativo, richiedendo in alcuni casi interventi di adeguamento dell'hardware e dei sistemi di pagamento.

L'AFIR interviene inoltre sulle modalità di esposizione dei prezzi. Per i punti di ricarica pubblici da almeno 50 kW, il prezzo ad hoc deve essere basato sul costo dell'energia espressa in euro per kWh, mentre può essere prevista anche una tariffa di occupazione calcolata al minuto. Le informazioni relative al prezzo devono essere rese disponibili presso la stazione prima dell'avvio della sessione, così da consentire all'utente di conoscere il costo della ricarica e confrontarlo con quello di altre infrastrutture. Anche queste prescrizioni non rappresentano una novità normativa del 2026, ma fanno parte del quadro introdotto dall'AFIR e progressivamente applicato alle infrastrutture interessate.

Il nodo dei controlli

Se l'attenzione si sposta dagli obblighi alla loro effettiva applicazione, emerge però un aspetto meno definito. Il regolamento europeo è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e non richiede quindi una trasposizione nazionale analoga a quella necessaria per una direttiva. Allo stesso tempo, il testo dell'AFIR non introduce un sistema europeo dettagliato di sanzioni per i singoli operatori che non rispettino i requisiti previsti. Il regolamento stabilisce invece un sistema di monitoraggio dell'attuazione e prevede interventi della Commissione nei confronti degli Stati membri che risultino in ritardo rispetto agli obiettivi.

Questo lascia aperta una questione rilevante soprattutto nella prospettiva delle prossime scadenze: quali siano, in concreto, le conseguenze per un operatore che non adegui un'infrastruttura soggetta agli obblighi AFIR entro i termini previsti. Non è corretto affermare che le violazioni siano prive in assoluto di conseguenze, perché possono entrare in gioco altre disposizioni nazionali o settoriali applicabili al singolo caso. È però altrettanto importante distinguere queste eventuali sanzioni da un sistema sanzionatorio specificamente previsto dall'AFIR.

Un esempio è rappresentato dalla disciplina italiana sulla certificazione dei corrispettivi delle ricariche. Nel 2025 sono state introdotte disposizioni specifiche sulla memorizzazione e trasmissione telematica dei dati delle ricariche e sono state estese alle operazioni di ricarica le sanzioni previste dalla normativa tributaria per le violazioni relative a questi adempimenti. Si tratta tuttavia di un regime fiscale, che si aggiunge agli obblighi derivanti dall'AFIR e non costituisce il sistema sanzionatorio del regolamento europeo.

Il tema assume quindi particolare rilievo avvicinandosi al 2027. L'AFIR prevede una serie di obblighi ormai noti agli operatori, ma la prossima fase sarà soprattutto quella della verifica della loro concreta attuazione. Per i CPO e per i fornitori tecnologici questo significa confrontarsi non soltanto con le caratteristiche delle nuove infrastrutture, ma anche con l'eventuale adeguamento di quelle già installate, in particolare per quanto riguarda i sistemi di pagamento, la trasparenza delle informazioni e la disponibilità dei dati.

Nel frattempo, il calendario europeo non si ferma al 1° gennaio 2027. Entro il 31 dicembre 2026 la Commissione dovrà effettuare il primo riesame del regolamento, valutandone anche l'efficacia e l'adeguatezza di alcune disposizioni, compresi i requisiti relativi ai mezzi di pagamento e alla trasparenza dei prezzi. Il 2027 rappresenterà quindi non soltanto una nuova tappa nell'applicazione dell'AFIR, ma anche il momento in cui sarà possibile iniziare a valutare con maggiore concretezza quanto le regole introdotte nel 2023 abbiano effettivamente modificato la rete europea della ricarica.

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