Approccio strategico tra innovazione e consulenza
Il mercato e-mobility è in una fase di rapida evoluzione, con sfide che riguardano non solo la tecnologia ma anche la capacità di costruire progetti solidi, scalabili e integrati rispondendo alle esigenze di aziende, operatori e territori. «L’obiettivo è accompagnare clienti industriali, commerciali e pubblici verso una gestione efficiente dell’energia, supportando la doppia transizione, elettrica e digitale», spiega Omar Imberti, Segment Development Evse Infrastructure di Abb Electrification, che racconta la visione dell’azienda e le prospettive di sviluppo del settore

Omar Imberti, Segment Development Evse Infrastructure di Abb Electrification
Dietro le colonnine che ormai punteggiano le città e le strade italiane, dietro le soluzioni di ricarica nelle aziende e nei depositi di autobus, c’è un mondo complesso di tecnologia, strategie e competenze, spesso poco visibile ai più. In questo contesto, ABB si posiziona come protagonista globale dell’elettrificazione, combinando innovazione hardware e software, sostenibilità e un approccio consulenziale unico nel settore. Dalla progettazione di stazioni ad alta potenza fino all’integrazione con fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, ABB non si limita alla vendita del prodotto, ma offre soluzioni che rispondono a esigenze reali, presenti e future. Omar Imberti, figura storica del settore e-mobility e dallo scorso maggio Segment Development EVSE Infrastructure di ABB Electrification, racconta il ruolo chiave della divisione nel processo di elettrificazione: il contributo della tecnologia SCADA, delle microgrid in DC e dei sistemi di energy management, oltre a illustrare in che modo strumenti come C-Kit e l’Energy Simulator aiutino a ottimizzare la gestione dell’energia in contesti complessi. Fondamentale nell’approccio di ABB al mercato, è anche l’attenzione alla filiera: distributori, installatori, progettisti ed end user vengono accompagnati in un percorso di consulenza che valorizza la competenza tecnica e facilita decisioni consapevoli. Fondamentale anche il know-how maturato grazie a esperienze di eccellenza come la collaborazione con ABB Formula E, che ha permesso di trasferire innovazioni dal motorsport alle infrastrutture pubbliche e private, migliorando compattezza, sostenibilità e affidabilità. Secondo la visione di ABB, il successo non dipende solo dall’adozione di nuove tecnologie, ma dalla capacità di creare un ecosistema intelligente, efficiente e pronto a crescere con le esigenze dei clienti. È un racconto più ampio, che spazia dalla progettazione all’implementazione, dalla sostenibilità alla normativa, offrendo uno sguardo privilegiato su come si costruisce oggi l’infrastruttura di ricarica del futuro.
Che dimensioni ha raggiunto ABB a livello globale e, più nel dettaglio, a livello italiano?
«ABB è un leader tecnologico globale nel settore dell’elettrificazione e dell’automazione. Siamo costantemente impegnati nel costruire un futuro più sostenibile ed efficiente nella gestione delle risorse. Il gruppo ha un fatturato di 32,9 miliardi di dollari, conta 110 mila dipendenti e 170 siti produttivi nel mondo. Investiamo ogni anno circa un miliardo e mezzo di dollari in ricerca e sviluppo, che rappresenta circa il 4,5% del fatturato. Abbiamo 7.800 persone dedicate all’R&D in 30 Paesi e circa la metà di loro lavora su digital e software. Gli obiettivi di sostenibilità per noi sono un tema centrale. A breve termine, puntiamo a ridurre le emissioni di CO2 di Scope 1 e Scope 2 dell’80% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2019, e quelle di Scope 3 del 25% sempre entro il 2030, rispetto al 2022. Guardando al lungo termine, l’obiettivo è essere carbon neutral entro il 2050, con una riduzione del 100% delle emissioni di CO2 e del 90% per lo Scope 3, arrivando a zero emissioni di gas lungo tutta la catena del valore. In Italia ABB ha 8 siti produttivi, 13 uffici, 5.600 dipendenti e un fatturato di 3,213 miliardi di euro. Tre di questi siti – Santa Palomba, Dalmine e Frosinone – sono stati riconosciuti dal MIMIT come Lighthouse Plant. Sono impianti produttivi concepiti per evolvere continuamente con le tecnologie emergenti, la ricerca e l’innovazione, con una forte attenzione alla sostenibilità».
Un vero e proprio esempio virtuoso…
«Assolutamente. È la dimostrazione di come si possa fare industria di eccellenza in Italia. Sempre parlando del nostro Paese, c’è anche lo stabilimento di ABB E-mobility a San Giovanni Valdarno. Qui si producono le stazioni di ricarica in DC destinate a tutto il mondo. È nato nel 2021 con un investimento di 30 milioni di dollari ed è un sito che ha grande valore strategico».
Che rapporto c’è tra la divisione Electrification e quella E-mobility?
«Dal 2021 ABB E-mobility è una società per azioni distinta da ABB. Pur essendo giuridicamente separate, le due realtà continuano a collaborare strettamente, garantendo piena continuità e sinergia nelle attività e nei progetti comuni».
Quanto è strategica oggi la mobilità elettrica per ABB?
«ABB ha iniziato a lavorare nel settore già nel 2010, quando abbiamo installato la nostra prima stazione di ricarica da 50 kW. Da allora c’è stata una forte evoluzione sia in termini di potenze sia di funzionalità, per rispondere a utilizzi diversi, e un focus anche sulle soluzioni di ricarica in AC che in Italia hanno rappresentato e tuttora rappresentano un punto chiave. Oggi si parte dai 7,4 kW con Terra AC Wallbox e si arriva a potenze fino a 400 kW con le nostre stazioni A400 e con i sistemi modulari Split in DC. Lo scorso maggio è stata presentata anche una soluzione Megawatt Charging System che arriva fino a 1.200 kW, pensata per i veicoli pesanti e il trasporto a lunga distanza. Tuttavia, l’esperienza sul campo ci ha insegnato che non è sufficiente disporre di stazioni di ricarica avanzate: serve un ecosistema integrato e affidabile, capace di garantirne le migliori prestazioni nel tempo».
A questo link l’articolo completo pubblicato su E-Ricarica di ottobre 2025




