


Le immatricolazioni di auto elettriche continuano a crescere in Italia e, per la prima volta dopo diversi mesi di accelerazione, la quota di mercato delle vetture a batteria supera la soglia del 10%. A giugno sono state registrate 14.721 nuove auto full electric, pari a una crescita dell'84,7% rispetto allo stesso mese del 2025, con una market share salita al 10,1%.
Secondo i dati diffusi da Motus-E, il risultato continua a essere sostenuto soprattutto dagli ordini effettuati grazie agli incentivi introdotti nell'ottobre scorso, esauriti nel giro di una sola giornata. Un effetto destinato però a ridursi nei prossimi mesi, con il rischio di rallentare nuovamente la diffusione della mobilità elettrica in assenza di nuovi strumenti di sostegno.
Nel complesso del primo semestre 2026, le immatricolazioni di auto elettriche hanno raggiunto quota 78.819 unità, in aumento del 76,3% rispetto ai primi sei mesi del 2025. La quota di mercato si è attestata all'8,4%, contro il 5,2% registrato nello stesso periodo dell'anno precedente. Al 30 giugno il parco circolante italiano di vetture elettriche conta 435.237 unità.
Anche il mercato automobilistico complessivo mostra segnali positivi. A giugno sono state immatricolate 146.312 autovetture, con una crescita del 10,1% su base annua, mentre nel semestre le registrazioni hanno raggiunto 938.341 unità, in aumento del 9,3%.
Nonostante il progresso, il mercato italiano continua a mantenere un ritardo significativo rispetto ai principali Paesi europei. Gli ultimi dati disponibili, riferiti a maggio 2026, evidenziano infatti una quota di mercato delle auto elettriche pari al 29,2% in Francia, al 27,4% nel Regno Unito, al 25,1% in Germania e al 10,9% in Spagna, mentre nello stesso mese l'Italia si era fermata all'8,9%.
Per questo motivo Motus-E chiede che il prossimo Tavolo Automotive convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 14 luglio rappresenti l'occasione per definire interventi strutturali a sostegno della transizione. Tra le priorità indicate dall'associazione figurano una revisione della fiscalità sulle flotte aziendali e l'utilizzo della maggiore flessibilità concessa dalla Commissione europea all'Italia per accelerare le politiche di elettrificazione del settore.
L'associazione guarda inoltre con interesse alle misure contenute nel recente DPCM Automotive, in particolare ai nuovi incentivi destinati ai veicoli commerciali elettrici delle categorie N1 e N2 e all'introduzione del cosiddetto leasing sociale, ritenuto uno strumento ancora sperimentale ma potenzialmente rilevante per favorire l'accesso alla mobilità elettrica.
«La lettura dei dati indica l’urgenza di un piano strutturale per colmare il divario rispetto agli altri grandi mercati europei», osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, sottolineando che «in assenza di nuove misure, la spinta degli incentivi dello scorso anno si esaurirà molto presto, aggravando ulteriormente il ritardo del nostro Paese in un settore chiave per l’economia». «Auspichiamo che il Tavolo Automotive convocato al Mimit il 14 luglio, anche in virtù della flessibilità concessa dalla Commissione Ue all’Italia per accelerare sulla transizione energetica, guardi con pragmatismo alle azioni necessarie nell’immediato nel settore mobilità, a partire da una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, senza limitarsi all’analisi del recente DPCM Automotive, che pure, a livello di mercato, offre qualche spunto di interesse per il futuro».
