


Dopo la forte accelerazione registrata nei mesi precedenti, il mercato italiano delle auto elettriche mostra a luglio 2026 i primi segnali di rallentamento. Secondo i dati elaborati da Motus-E, il mese scorso sono state immatricolate 7.183 vetture full electric, con una crescita del 24,8% rispetto a luglio 2025. Il dato resta positivo, ma evidenzia una netta decelerazione rispetto al +84,7% registrato a giugno.
La quota di mercato delle auto elettriche si è attestata al 5,8%, circa un punto percentuale in più rispetto al 4,8% di luglio 2025, ma quasi dimezzata rispetto al 10,1% raggiunto nel mese precedente. L'andamento è legato soprattutto al progressivo esaurimento delle immatricolazioni legate agli incentivi introdotti nell'ottobre 2025, le cui risorse erano state esaurite in tempi molto rapidi.
Il bilancio dei primi sette mesi dell'anno rimane comunque positivo. Tra gennaio e luglio 2026 sono state immatricolate in Italia 86.003 auto elettriche, il 70,4% in più rispetto alle 50.485 unità dello stesso periodo del 2025. La quota di mercato complessiva raggiunge così l'8,1%, contro il 5,2% dei primi sette mesi dello scorso anno.
A fine luglio il parco circolante italiano di vetture full electric conta 441.453 unità. Il dato evidenzia una crescita significativa della presenza delle auto a batteria, ma mantiene l'Italia su livelli di penetrazione ancora distanti da quelli dei principali mercati europei.
Il confronto internazionale rende infatti evidente il divario. A giugno 2026, ultimo mese per il quale sono disponibili dati omogenei, la quota delle auto elettriche aveva raggiunto il 29,6% in Francia, il 28,4% in Germania, il 9,6% in Spagna e il 30,1% nel Regno Unito. In Italia, nello stesso mese, il peso delle elettriche era salito al 10,1% proprio grazie all'effetto degli incentivi.
Il rallentamento di luglio riporta quindi al centro il tema della continuità delle politiche a sostegno della mobilità elettrica. Per Motus-E, la dinamica registrata negli ultimi mesi evidenzia i limiti di interventi caratterizzati da forte discontinuità e dalla disponibilità di risorse concentrate in finestre temporali molto ristrette.
Secondo l'associazione, diventa necessario fornire a consumatori, imprese e industria un quadro più prevedibile, in grado di favorire la programmazione degli acquisti e degli investimenti. Tra le priorità viene indicata in particolare la revisione della fiscalità relativa alle auto aziendali, considerate un canale strategico per accelerare il ricambio del parco circolante e alimentare successivamente il mercato dell'usato.
Il tema assume ulteriore rilevanza alla luce dell'andamento complessivo del mercato automobilistico. A luglio sono state registrate 123.191 vetture considerando tutte le alimentazioni, con una crescita del 3,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi sette mesi dell'anno le immatricolazioni complessive hanno raggiunto 1.061.668 unità, in aumento dell'8,6% su base annua.
«Il prevedibile rallentamento delle immatricolazioni elettriche italiane, in un contesto europeo che continua ad accelerare, non fa che aumentare la preoccupazione per l’incertezza in cui rischia di avvitarsi il mercato auto nazionale», avverte il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, richiamando l’attenzione sull’urgenza di «dare a cittadini e industria segnali chiari, che consentano di programmare acquisti e investimenti con serenità e consapevolezza. Il ritardo sull’elettrico e l’andamento a strappi del mercato, confermato dalla recente corsa all’Ecobonus per i veicoli commerciali, riflette le difficoltà incontrate nella pianificazione di strumenti incentivanti chiari e prevedibili», osserva Pressi. In quest’ottica, secondo il presidente di Motus-E, «per ridare fiducia e stabilità al mercato, non è più rinviabile almeno una profonda revisione della fiscalità sulle auto aziendali, su cui si è già costituita un’importante convergenza della filiera».
