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Bonus colonnine domestiche, confermato il contributo fino al 2030

Luglio 1, 2026

Il Governo conferma il sostegno all'installazione delle infrastrutture di ricarica private. Il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 ha infatti prorogato fino al 2030 il bonus destinato all'acquisto e all'installazione di colonnine e wallbox per la ricarica dei veicoli elettrici presso abitazioni e condomìni, mantenendo invariata l'intensità dell'incentivo.

La misura prevede un contributo pari all'80% delle spese sostenute, con un tetto massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e di 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Il bonus riguarda sia l'acquisto dell'infrastruttura di ricarica sia la sua installazione e le opere strettamente connesse, dagli impianti elettrici agli eventuali lavori edili, fino alla progettazione, ai collaudi e alla connessione alla rete elettrica.

Il provvedimento destina complessivamente 68 milioni di euro alla misura nel periodo 2025-2030. Dopo i 10 milioni residui del 2025 e i 5 milioni previsti per il 2026, le risorse saliranno a 15 milioni di euro annui nel triennio 2027-2029, per poi attestarsi a 8 milioni nel 2030.

Possono accedere all'incentivo esclusivamente le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni per gli interventi sulle parti comuni. Restano invece esclusi imprese e titolari di partita IVA, che continuano a poter fare riferimento agli specifici incentivi gestiti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per l'installazione di infrastrutture di ricarica destinate alle attività economiche.

Per ottenere il contributo sarà necessario sostenere sia l'acquisto sia la posa in opera della wallbox o della colonnina, effettuando tutti i pagamenti con strumenti tracciabili intestati al beneficiario. Tra le spese ammissibili rientrano anche gli impianti elettrici, le opere murarie necessarie, i sistemi di monitoraggio, la progettazione, la direzione lavori, la sicurezza, i collaudi e l'eventuale realizzazione di un nuovo punto di connessione alla rete.

La domanda dovrà essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma online di Invitalia, utilizzando SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Al momento, tuttavia, non è ancora stata fissata la nuova finestra temporale per l'invio delle richieste.

Il DPCM conferma infatti il rifinanziamento della misura, ma demanda a un successivo provvedimento attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy la definizione delle date di apertura dello sportello, della decorrenza effettiva delle spese ammissibili e delle modalità operative per la presentazione delle domande.

In attesa dell'emanazione del decreto attuativo, i beneficiari interessati possono comunque iniziare a predisporre la documentazione necessaria, conservando fatture, ricevute dei pagamenti tracciabili e certificazioni di conformità rilasciate dall'installatore, così da essere pronti all'apertura della nuova finestra di accesso al contributo.

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