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CIR: Adiconsum chiede all'RSE tutele per gli utenti e remunerazione della flessibilità

Ottobre 26, 2026

Adiconsum ha presentato un Position Paper al Tavolo di lavoro promosso da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) sulla valorizzazione della flessibilità abilitata dal Controllore di Infrastruttura di Ricarica (CIR). L’associazione accoglie con favore l’avvio del confronto, ma chiede che lo sviluppo dei servizi di flessibilità garantisca la libertà di utilizzo delle wallbox, una remunerazione trasparente e l’assenza di costi aggiuntivi per le famiglie.

Il CIR, previsto dalla norma CEI 0-21, consente alle infrastrutture di ricarica di modulare la potenza in funzione delle esigenze della rete elettrica. L’obiettivo è contribuire a contenere i sovraccarichi nelle ore di maggiore domanda, sfruttando la possibilità di spostare o ridurre temporaneamente la ricarica dei veicoli elettrici collegati alla rete.

Nel documento, Adiconsum individua alcune condizioni per favorire la partecipazione degli utenti. Tra queste, il diritto di ripristinare in qualsiasi momento la massima potenza di ricarica, rinunciando al premio previsto per la sessione interessata ma senza incorrere in penali. L’associazione propone inoltre contratti standard regolati da ARERA, con una componente fissa legata alla disponibilità della wallbox e una variabile commisurata all’energia effettivamente modulata. Chiede anche di stabilizzare l’aumento gratuito della potenza disponibile fino a 6 kW nelle fasce notturne e festive.

Un altro punto riguarda l’interoperabilità: i dispositivi dovrebbero utilizzare protocolli aperti e consentire il cambio di fornitore o aggregatore senza costi e senza sostituire l’hardware. Sul fronte economico, Adiconsum propone di mantenere e rifinanziare il Bonus Wallbox per i dispositivi conformi al CIR e di prevedere aggiornamenti firmware gratuiti per le wallbox smart già installate. Il Position Paper richiama infine la necessità di garantire la protezione dei dati personali e adeguati standard di cybersecurity.

Per l’associazione, la diffusione dei servizi di flessibilità dovrà tradursi in benefici concreti per gli utenti, senza introdurre vincoli incompatibili con le loro esigenze di mobilità. La partecipazione ai programmi dovrà quindi essere volontaria, trasparente e adeguatamente remunerata (A questo link ulteriori dettagli).

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