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Comoli Ferrari: l’impiantistica italiana vale 92,3 miliardi di euro e punta sull’integrazione

Ottobre 20, 2026

L’impiantistica italiana vale 92,3 miliardi di euro di produzione e rappresenta il 27,3% del volume d’affari complessivo delle costruzioni. Un comparto che, secondo i dati presentati da Comoli Ferrari, sta attraversando una trasformazione che coinvolge l’elettrificazione degli edifici, l’automazione, la gestione energetica e l’integrazione delle tecnologie digitali, con ricadute anche sul mercato delle infrastrutture di ricarica per le auto elettriche.

Per discutere le prospettive del settore, lo scorso 15 ottobre Comoli Ferrari ha riunito all’Allianz MiCo di Milano oltre 300 partecipanti tra produttori, investitori, centri di ricerca e rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, Siemens, Schneider Electric, ABB, BTicino e Gewiss, insieme ad aziende attive in altri segmenti dell’impiantistica.

Secondo Paolo Ferrari, amministratore delegato di Comoli Ferrari, la trasformazione in corso sta ampliando il perimetro del settore, con l’ingresso di nuovi attori e l’apertura di ulteriori ambiti di attività. Tra questi rientrano i data center, gli edifici connessi, l’intelligenza artificiale e l’elettrificazione, che richiedono competenze sempre più trasversali e una maggiore integrazione tra componenti elettriche, sistemi di controllo e soluzioni digitali.

Per gli operatori della ricarica elettrica, questo scenario rende rilevante il ruolo degli installatori e dei distributori di materiale elettrico, chiamati a confrontarsi con impianti nei quali la ricarica deve integrarsi con gli altri sistemi energetici dell’edificio, dalla gestione dei carichi all’automazione. La capacità di coordinare le diverse tecnologie e di sviluppare competenze specialistiche rappresenta quindi un elemento importante per cogliere le opportunità legate alla diffusione delle infrastrutture di ricarica.

Tra i temi affrontati durante l’incontro figurano anche l’efficientamento energetico e l’automazione degli edifici. Il comunicato richiama, in particolare, l’entrata in vigore nel giugno 2026 dei nuovi requisiti minimi per gli edifici, che prevedono l’adozione di sistemi di Building Automation and Control (BACS) di classe B negli edifici non residenziali. Un’evoluzione normativa che amplia gli ambiti di intervento dell’impiantistica e rafforza l’importanza dell’integrazione tra sistemi elettrici, controllo e gestione dell’energia.

La disponibilità di manodopera qualificata e la stabilità del quadro normativo e degli investimenti restano, secondo Comoli Ferrari, due condizioni necessarie per sostenere lo sviluppo del comparto. Tra le criticità evidenziate figurano anche la frammentazione del mercato e la normalizzazione della domanda dopo la stagione degli incentivi e degli interventi legati al PNRR.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato un quadro economico-finanziario del settore elaborato da Cerved Rating Agency. Tra le opportunità per i prossimi anni vengono indicate la prosecuzione degli interventi di riqualificazione energetica, l’automazione, gli investimenti nell’edilizia pubblica e la crescita dei contratti di global service.

Comoli Ferrari intende infine promuovere, insieme ai produttori, un osservatorio sull’evoluzione del mercato dell’impiantistica, con il contributo del Forum del Futuro Quotidiano e di CRESME. L’obiettivo è raccogliere dati e analizzare le trasformazioni del comparto, creando anche uno spazio di confronto tra gli attori della filiera.

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