


Non tutte le ricariche richiedono velocità estrema. nei contesti urbani e semi-urbani, dove la sosta è parte integrante dell’esperienza, le soluzioni DC sotto i 60 kW rappresentano un’opzione strategica. Questo segmento si posiziona come anello di congiunzione tra AC e Hpc, offrendo un equilibrio ottimale tra costi, tempi di ricarica e diffusione territoriale, garantendo anche semplicità d’installazione
Il segmento degli ev-charger in corrente continua con potenza sotti i 60 kW si sta affermando come una componente sempre più rilevante nell’ecosistema della ricarica elettrica. Se da un lato le infrastrutture ad alta potenza hanno catalizzato l’attenzione mediatica e gli investimenti lungo le direttrici autostradali, dall’altro emerge con crescente evidenza la necessità di una rete diffusa, capillare e coerente con i reali comportamenti di sosta degli utenti. In questo scenario, le soluzioni DC di bassa e media potenza rappresentano un punto di equilibrio tra prestazioni, costi e facilità di implementazione. Il posizionamento di queste tecnologie è strettamente legato al concetto di destination charging, ossia la ricarica effettuata durante soste funzionali ad altre attività. Si tratta di contesti nei quali il tempo di permanenza del veicolo varia mediamente tra i trenta minuti e le due ore, come centri commerciali, strutture sportive, ambiti urbani ad alta frequentazione, parcheggi pubblici o aree di servizio non auto- stradali. In queste condizioni la ricarica non è finalizzata al completamento del ciclo energetico, ma al recupero di autonomia sufficiente a proseguire il viaggio, integrandosi in modo naturale nella quotidianità dell’utente. Questo paradigma distingue nettamente il segmento sotto i 60 kW dalle soluzioni HPC, orientate invece a soste brevi e a logiche di rifornimento rapido lungo i corridoi di lunga percorrenza. Le stazioni DC a potenza contenuta rispondono invece a una logica di prossimità e di servizio diffuso, diventando un elemento chiave per abilitare l’adozione della mobilità elettrica nei contesti urbani e semi-urbani. Dal punto di vista degli operatori, questo segmento consente di ampliare la copertura territoriale senza sostenere gli elevati costi associati alle infrastrutture ad altissima potenza. La possibilità di operare in bassa tensione, generalmente fino a 100 kW, elimina la necessità di realizzare cabine di trasformazione in media tensione, semplificando iter autorizzativi e tempi di installazione. Questo aspetto rappresenta uno dei principali driver di diffusione, in quanto riduce significativamente le barriere all’ingresso sia per i CPO sia per gli investitori privati. Parallelamente, il segmento si sta configurando come una soluzione intermedia tra la ricarica in corrente alternata e quella ad alta potenza. Rispetto alle infrastrutture AC, offre un salto prestazionale significativo in termini di velocità di ricarica, pur mantenendo un livello di investimento più contenuto rispetto alle soluzioni ultra-fast. Ne deriva un posizionamento strategico come tecnologia di transizione, capace di accompagnare la crescita del mercato senza richiedere infrastrutture energetiche complesse.
A questo link l'articolo completo pubblicato su E-Ricarica di aprile