“Gli Installatori al centro del nostro business”
GO-E rafforza la sua presenza sul mercato italiano con una strategia strutturata che punta su sinergie, prossimità territoriale e una gamma tecnologicamente evoluta: «Ogni partner richiede un approccio differente: seguiamo una strategia di supporto personalizzato, con attività marketing, presenza in fiere, pacchetti prodotto. non imponiamo una nostra visione, ma ascoltiamo l’installatore e rispettiamo la sua conoscenza del territorio» spiega John Maxa, Key account manager dell’azienda. Dalla nuova generazione di wall box alla piattaforma digitale GO-E Portal, fino all’assistenza tecnica locale: l’obiettivo è proporre un ecosistema di ricarica sempre più efficiente e vicino alle esigenze del professionista e dell’utente finale

John Maxa, Key account manager di go-e
Nel panorama europeo della mobilità elettrica, go-e rappresenta uno dei casi più interessanti di crescita e capacità di innovazione. Nata in Austria meno di dieci anni fa, l’azienda ha saputo trasformare un’intuizione individuale in un progetto industriale capace di imporsi in un settore estremamente competitivo, costruendo un’identità fortemente riconoscibile e un posizionamento distintivo nel mercato delle soluzioni per la ricarica domestica e professionale. In un contesto in cui la transizione energetica richiede tecnologie affidabili, interoperabilità e modelli di servizio evoluti, go-e ha scelto di puntare sulla qualità costruttiva e su una relazione diretta con gli installatori, individuati come interlocutori chiave per lo sviluppo di un ecosistema di ricarica realmente efficace. La strategia si è rivelata vincente: oggi l’azienda esporta oltre l’80% della propria produzione e prepara un ulteriore salto dimensionale, con un focus mirato sui mercati a maggiore potenziale, tra cui spicca quello italiano.
Per il nostro Paese go-e ha definito un piano di rafforzamento che combina investimenti commerciali, supporto tecnico dedicato e la costruzione di una rete distributiva a livello regionale, ritenuta essenziale per garantire vicinanza agli operatori locali. Parallelamente, il produttore continua a evolvere la propria gamma, introducendo wall box sempre più intelligenti, predisposte per standard emergenti come il bidirezionale, e sviluppando strumenti digitali che facilitano la gestione di infrastrutture di ricarica complesse. Il quadro competitivo del mercato e-mobility richiede differenziazione e capacità di costruire valore oltre l’hardware. In questo senso – come spiega nell’intervista John Maxa, Key Account Manager di go-e – l’azienda punta sulla combinazione di qualità europea, funzioni avanzate integrate nativamente, apertura ai sistemi di terze parti e un’assistenza fortemente personalizzata. Una visione che include partnership con utility, case automobilistiche e aziende e che guarda ai prossimi anni come a una fase di consolidamento, ma anche di grande evoluzione tecnologica, in particolare con l’arrivo di nuovi standard V2G e modelli tariffari più flessibili.
Come è nata go-e e in che modo ha iniziato a operare nel mercato e-mobility?
«La storia di go-e è innanzitutto una storia di curiosità e passione. Nata nel 2015 con l’invenzione di un motorino ausiliario, pensato per trasformare delle semplici biciclette in vere e proprie e-bike, l’azienda in realtà ha cambiato completamente direzione nel 2017, quando il fondatore Peter Pötzi, allora neopatentato, non trovò una soluzione di ricarica adatta per la sua prima auto elettrica. Anziché arrendersi, decise di reinventare la mobilità elettrica daccapo, da solo, dando origine a quella che oggi conosciamo come la wall box mobile smart go-e Gemini Flex. Oggi, dopo otto anni di attività e 400mila stazioni di ricarica vendute di questo prodotto, proseguiamo scrivendo la nostra storia di innovazione, continuando a puntare su soluzioni smart come go-e Charger Core e go-e Charger Pro, che fanno parte di un ecosistema studiato per la ricarica domestica e non solo».
Come è strutturata go-e a livello internazionale?
«Anche se i nostri prodotti sono al 100% made in Austria, in realtà l’azienda ha un DNA assolutamente internazionale, perché oggi l’80% del fatturato viene realizzato all’estero, con una parte prevalente proveniente dalla Germania, seguita da Finlandia, Turchia e Svezia. Per il futuro, i mercati chiave saranno senz’altro quelli dell’Europa dell’Est, ma anche quello italiano, che all’interno della nostra strategia rimane prioritario. Go-e conta attualmente 130 dipendenti divisi su quattro sedi aziendali. L’headquarter si trova a Feldkirchen, in Carinzia, vicinissimo al confine italiano. Inoltre abbiamo due sedi dedicate alla ricerca e sviluppo, rispettivamente a Graz e a Berlino, oltre a un ufficio a Stoccolma. Per il 2026 prevediamo di incrementare ancora il team con un focus particolare proprio sul mercato italiano. Si tratta sicuramente di uno dei territori più complessi e variegati, ma allo stesso tempo uno dei più interessanti, soprattutto guardando al potenziale ancora inespresso in ottica futura».
Può spiegare più nel dettaglio cosa avete previsto per sostenere la crescita del business nel nostro Paese?
«Riteniamo sia fondamentale instaurare una collaborazione stretta con i professionisti del settore a livello locale. Cerchiamo di capire come dare un vero supporto agli installatori, perché sono il volto con cui si interfaccia il cliente. Li sosteniamo attraverso un gamma completa di prodotti smart, ma anche e soprattutto attraverso un rapporto personale e diretto con un team che parla la loro lingua, perché crediamo sia fondamentale lavorare a stretto contatto con coloro che puntano sul nostro marchio. In quest’ottica, la figura che entrerà nel mercato italiano sarà orientata a sales e marketing, un profilo duplice. Inoltre abbiamo previsto anche un ingresso specifico per il supporto tecnico».
A questo link l’articolo completo pubblicato su E-Ricarica di Gennaio-Febbraio 2026




