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Il 54% degli italiani vorrebbe un veicolo elettrico o elettrificato (sondaggio Deloitte)

Marzo 20, 2026

La transizione verso l’elettrificazione in Italia procede, ma senza accelerazioni. È quanto emerge dal Global Automotive Consumer Study 2026 di Deloitte, che fotografa un mercato ancora fortemente condizionato dal contesto economico. Se da un lato cresce l’interesse per motorizzazioni elettriche ed elettrificate, dall’altro il caro vita spinge una parte dei consumatori a tornare su diesel e benzina, la cui intenzione d’acquisto registra un lieve rimbalzo (+2% su base annua), pur restando tra le più basse in Europa.

Nel complesso, il 54% degli italiani indica come prossima scelta un veicolo elettrico o elettrificato, confermando una traiettoria di crescita graduale. Tuttavia, il prezzo rimane il fattore determinante: la maggioranza degli acquirenti non è disposta a superare i 50 mila euro, con una forte concentrazione nella fascia tra i 15 e i 30 mila euro. In questo scenario, gli incentivi pubblici si confermano decisivi per circa un consumatore su tre.

Le motivazioni alla base della scelta elettrica risultano in evoluzione. Se il risparmio sul carburante e l’attenzione ambientale restano centrali (entrambi al 36%), il loro peso relativo è in calo rispetto al 2025, segnale di un contesto più complesso e meno lineare. Parallelamente, persistono alcune criticità percepite, in particolare legate alla gestione del ciclo di vita delle batterie, mentre si attenuano le preoccupazioni su autonomia e infrastrutture di ricarica.

Sul fronte delle abitudini di ricarica, la soluzione domestica si conferma la preferita (55%), ma resta limitata da vincoli strutturali: oltre la metà degli italiani non vi ha accesso e solo il 34% dispone di una colonnina privata. Di conseguenza, cresce il ricorso alla ricarica pubblica (32%) e, seppur in misura ancora contenuta, a quella sul luogo di lavoro (13%). Nella scelta delle infrastrutture pubbliche, il prezzo si impone come variabile dominante (86%), mentre la carta è il metodo di pagamento più utilizzato (50%), a indicare una chiara preferenza per soluzioni semplici e immediate.

Il rapporto con i brand automobilistici appare sempre più fluido. Solo il 30% degli italiani si dichiara fedele alla stessa marca, mentre il 60% guida oggi un’auto diversa rispetto alla precedente. Inoltre, quasi un consumatore su due (48%) non considera rilevante la nazionalità del costruttore, con una maggiore apertura verso marchi esteri nelle fasce più giovani.

Sul piano dei canali di vendita, si registra un crescente interesse verso il digitale: il 45% degli intervistati si dice disponibile ad acquistare online direttamente dal produttore e il 41% prenderebbe in considerazione anche servizi assicurativi integrati. Nonostante ciò, la concessionaria resta il punto di riferimento principale per il 60% degli acquirenti, mentre la ricerca di informazioni avviene soprattutto sui siti ufficiali dei costruttori (35%) e dei dealer (34%). Social media e influencer mantengono un ruolo marginale (17%).

Infine, emerge un’apertura significativa verso le tecnologie avanzate. Una quota rilevante di consumatori è disposta a pagare per servizi di connettività che migliorino la sicurezza, come antifurto (67%), assistenza d’emergenza (63%) e rilevamento automatico di pedoni o veicoli (62%). In questo contesto, il 40% degli italiani guarda con interesse anche alle funzionalità abilitate dall’intelligenza artificiale.

«La transizione verso l’auto elettrica o elettrificata è lenta, ma costantemente in crescita: da un lato i consumatori europei sarebbero disposti ad acquistare un veicolo elettrico per ridurre il proprio impatto ambientale e risparmiare sui costi del carburante», commenta Franco Orsogna, Partner e Automotive Sector Leader di Deloitte Central Mediterranean. «Dall’altra parte le incertezze dello scenario economico e le pressioni inflazionistiche spingono gli italiani a considerare modelli diesel e benzina, che tendenzialmente sono meno cari, oppure ad acquistare modelli più economici di produttori extra-europei – una dinamica che rischia di amplificare ulteriormente le difficoltà delle case automobilistiche europee impegnate nella transizione elettrica. E se i timori su autonomia, infrastrutture e tempi di ricarica cominciano a sfumare, rimane la preoccupazione sulla gestione del ciclo di vita delle batterie elettriche».

A questo link i risultati del sondaggio a livello italiano

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