


Nel 2025 in Europa la rete di ricarica pubblica continua a crescere, ma con un ritmo più contenuto rispetto agli anni precedenti, mentre accelera in modo deciso il processo di potenziamento delle infrastrutture esistenti. È questo il quadro che emerge dal nuovo Charging Report 2026 pubblicato da gridX, che analizza l’evoluzione della mobilità elettrica e dell’infrastruttura di ricarica in 32 Paesi europei.
I punti di ricarica pubblici in Europa hanno raggiunto quota 1.215.706 nel 2025, con una crescita del 19,1% su base annua. Un incremento significativo in termini assoluti, ma in rallentamento rispetto al +36,8% registrato nel 2024. Ancora più rilevante è il cambiamento strutturale in atto: il mercato si sta spostando dalla semplice espansione della rete al rafforzamento della potenza disponibile.
I punti di ricarica in corrente continua (DC) sono cresciuti del 38,5%, più del doppio rispetto alle infrastrutture in corrente alternata (AC), ferme al +15,3%. Parallelamente, la quota delle colonnine ultra-fast (≥150 kW) è salita all’11,8%, rispetto al 9,8% dell’anno precedente, segnando una traiettoria ormai consolidata verso infrastrutture ad alta potenza. In altre parole, la crescita non è più solo quantitativa ma soprattutto qualitativa, con i charge point operator sempre più orientati a massimizzare la potenza erogata piuttosto che il numero complessivo di punti installati.
A livello geografico, i Paesi Bassi restano leader europei con oltre 202.000 punti di ricarica pubblici, seguiti da Germania, Francia e Regno Unito. Proprio il Regno Unito si distingue anche per il posizionamento nelle infrastrutture ad alta potenza, con oltre 12.000 colonnine ultra-fast installate. Sul fronte della capacità, invece, spicca l’Islanda, mentre la Norvegia mantiene la leadership nella diffusione dei veicoli elettrici.
Sul versante della domanda, il report evidenzia che nel 2025 sono state registrate 11.398.731 auto elettriche in Europa, pari all’11,3% del parco circolante totale. La crescita rimane positiva ma rallenta rispetto al passato: il tasso di incremento si ferma al 27,7%, contro il 35,2% del 2024. In termini relativi, si tratta comunque di un consolidamento importante, con una penetrazione che sale dal 8,0% al 11,3% in un solo anno.
L’offerta di mercato continua inoltre a espandersi, con 463 modelli BEV disponibili e un’autonomia media che raggiunge i 390 chilometri. Contestualmente, il prezzo medio di ingresso scende di circa 2.800 euro, attestandosi attorno ai 65.100 euro, segnale di una progressiva maturazione del mercato.
Tra i singoli mercati, la Repubblica Ceca registra il tasso di crescita più elevato nelle nuove immatricolazioni BEV (+82%), seguita da Estonia e Belgio. Anche in termini infrastrutturali, diversi Paesi dell’Europa orientale mostrano tassi di espansione molto elevati nella rete DC, con Lettonia, Estonia e Polonia in testa.
Il report evidenzia infine come il settore stia entrando in una nuova fase, in cui la gestione intelligente dell’energia diventa un fattore competitivo decisivo. Gli operatori di ricarica intervistati da gridX indicano infatti la disponibilità di capacità di rete come principale vincolo allo sviluppo, e identificano nei sistemi di energy management (EMS) uno strumento chiave per abilitare la flessibilità e superare i colli di bottiglia infrastrutturali.
In questo contesto, la flessibilità energetica viene sempre più considerata una leva di business, destinata a diventare centrale entro il 2030, anche grazie all’integrazione di sistemi di accumulo nelle stazioni di ricarica, funzionali sia alla riduzione dei costi di rete sia allo sviluppo di nuovi servizi energetici.
