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Italia in ritardo rispetto all’Europa: BEV all’8% nel primo semestre 2026 (studio eReadiness)

Ottobre 8, 2026

Nel primo semestre 2026 le auto elettriche hanno raggiunto in Italia una quota dell’8% delle nuove immatricolazioni, contro il 21% della media UE-27. È uno dei principali elementi che emergono dalla settima edizione dello studio eReadiness 2026 di PwC Strategy&, realizzato attraverso circa 19.000 interviste in 31 Paesi e dedicato all’evoluzione della mobilità elettrica e, per la prima volta, alla percezione della guida autonoma.

Secondo lo studio, le immatricolazioni di vetture elettriche in Italia risultano inferiori del 45% rispetto alle previsioni elaborate nel 2021. Mantenendo l’attuale ritmo di elettrificazione, il target di riduzione del 55% delle emissioni di CO2 previsto per il 2030 verrebbe raggiunto con sei anni di ritardo, mentre l’obiettivo di zero emissioni al 2035 slitterebbe al 2042.

La domanda potenziale, tuttavia, appare più consistente rispetto agli attuali volumi di mercato. Il 59% degli intervistati italiani dichiara che acquisterebbe un’auto elettrica nei prossimi cinque anni, mentre il 39% considera l’acquisto entro i prossimi due. Tra le principali motivazioni figurano il minore costo di percorrenza, indicato dal 65% del campione, e la possibilità di ricaricare a casa, indicata dal 46%. Rimane invece al 34% la quota di consumatori che non si considera interessata alla mobilità elettrica.

Lo studio evidenzia inoltre alcuni cambiamenti nelle caratteristiche dell’offerta. Per la prima volta, nei segmenti A e B il prezzo delle vetture elettriche risulta allineato a quello dei modelli endotermici più venduti. Dal 2023 al 2026 il prezzo medio dei primi dieci modelli BEV del segmento è diminuito del 28%, mentre quello dei corrispondenti modelli a combustione è aumentato di circa l’8%. Parallelamente, l’autonomia media WLTP dei nuovi modelli elettrici è cresciuta dell’11% rispetto alle vetture lanciate nel biennio 2024-2025.

Sul fronte della ricarica, l’esperienza degli utenti continua invece a presentare elementi di criticità. L’Italia risulta ultima tra i cinque principali mercati europei considerati dallo studio per quota di punti di ricarica oltre 150 kW, pari all’8% contro una media EU-5 del 12%, e per rapporto tra punti di ricarica e veicoli circolanti, con 2 punti ogni 1.000 veicoli contro i 3,5 della media. Il 65% degli EV Owner dichiara inoltre di ricaricare principalmente a casa o in ufficio.

Peggiora anche la valutazione dell’esperienza di ricarica pubblica: l’NPS rilevato dallo studio scende da 60 a 51 punti tra il 2025 e il 2026. Tra i principali fattori di insoddisfazione vengono indicati la posizione delle stazioni, la disponibilità e l’effettivo funzionamento delle colonnine. Il divario infrastrutturale emerge anche sul piano territoriale: nel Sud Italia sono presenti 1,3 punti di ricarica ogni 1.000 veicoli, contro i 2,6 del Nord.

«Il miglioramento sostanziale su prezzo e autonomia delle vetture elettriche è un segnale importante, perché agisce esattamente sulle due leve che per anni hanno frenato la domanda di massa nel segmento delle utilitarie, che resta il cuore del mercato italiano» sottolinea Francesco Papi, Partner PwC Strategy& e Automotive Leader.

Lo studio dedica infine per la prima volta un approfondimento alla mobilità autonoma. Il 75% degli intervistati italiani si dichiara disposto a utilizzare un servizio di guida autonoma, mentre il 44% utilizzerebbe un robotaxi per brevi spostamenti urbani. Oltre il 40% sarebbe inoltre disposto a pagare un prezzo superiore a quello di un taxi tradizionale per questo tipo di servizio.

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