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Megawatt charging e integrazione: leve chiave per l’e-mobility

Maggio 27, 2026

Il mercato sta entrando in una fase di consolidamento in cui alta potenza e system integration diventano elementi centrali. Siemens sta spingendo su soluzioni che vanno oltre il singolo punto di ricarica, integrando rete, software e infrastruttura in un unico ecosistema. Un cambio di paradigma che si riflette soprattutto nei segmenti logistica e trasporto pubblico. «l’hub di ricarica non viene più gestito in modo sperimentale, ma come soluzione industriale e standardizzata», spiega Luca Rizzi. Country Business Unit Manager e-mobility. E il Megawatt Charging rappresenta il prossimo passo evolutivo per l’infrastruttura di ricarica: una tecnologia destinata a rendere possibile la decarbonizzazione del trasporto pesante su larga scala

Luca Rizzi, Country Business Unit Manager E-mobility di Siemens

Negli ultimi anni il mercato della ricarica per veicoli elettrici ha attraversato una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una crescita sostenuta ma anche da un progressivo consolidamento degli operatori e da un aumento della complessità lungo tutta la filiera. In questo scenario, Siemens ha progressivamente ridefinito il proprio posizionamento nell’e-mobility, spostando il focus da una logica di prodotto a una visione di sistema, in cui l’infrastruttura di ricarica viene interpretata come parte integrante di un ecosistema energetico più ampio. L’ingresso di nuovi player, la pressione sui costi, le difficoltà autorizzative e i vincoli legati alla disponibilità di potenza in alcune aree hanno accelerato questa evoluzione, contribuendo a ridisegnare le priorità del settore. La traiettoria tecnologica si sta consolidando verso soluzioni fast e ultra-fast, con una crescente centralità della corrente continua e dei sistemi ad alta potenza. In particolare, come spiega nell’intervista Luca Rizzi, Country Business Unit Manager E-mobility dell’azienda, segmenti come logistica, flotte aziendali e trasporto pubblico locale stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nello sviluppo della domanda, favorendo l’adozione di modelli “chiavi in mano” in grado di integrare ricarica, gestione della potenza, connessione alla rete e piattaforme software in un’unica architettura. Secondo la vision di Siemens, in questo contesto il megawatt charging rappresenta uno degli elementi destinati a incidere in modo decisivo sull’elettrificazione del trasporto pesante, abilitando nuovi scenari di utilizzo su scala industriale.

Come è cambiato il mercato e-mobility e, soprattutto, come si è evoluta la strategia di Siemens rispetto allo scenario attuale?

«Il mercato negli ultimi due anni è cambiato in maniera molto significativa. Abbiamo assistito a una fase di forte accelerazione, ma allo stesso tempo a una trasformazione strutturale importante. Da un lato sono entrati numerosi nuovi player, soprattutto lato CPO, dall’altro si è avviato un processo di selezione e aggregazione piuttosto marcato. Questo è stato determinato anche da una pressione sui costi molto rilevante, da un aumento della complessità autorizzativa e da vincoli sempre più evidenti sulla disponibilità di potenza in alcune aree. In questo contesto, Siemens ha scelto di adattare il proprio approccio. In particolare, abbiamo superato la logica del charger come elemento standalone, iniziando a considerare l’infrastruttura di ricarica come parte integrante di un ecosistema molto più ampio. Parliamo quindi di un’infrastruttura a 360 gradi, progettata per essere scalabile, affidabile e pienamente integrabile con tutti i processi di elettrificazione, sia nel contesto di un deposito sia nelle operazioni tipiche di un CPO. L’obiettivo è fornire una soluzione che non sia isolata, ma che si inserisca in modo coerente e funzionale all’interno dell’intero sistema energetico.

In che modo l’azienda ha risposto a queste nuove esigenze?

«Siemens ha scelto di abbandonare completamente, almeno in questa fase, il segmento low power. Tutto ciò che riguarda la corrente alternata è stato temporaneamente messo da parte, per concentrare le risorse esclusivamente sulla ricarica fast e ultra-fast. Il focus è quindi su soluzioni in corrente continua, con un’offerta che parte da sistemi mobili da 40 kW fino ad arrivare al megawatt charging. Quello che abbiamo osservato è che la domanda non riguarda più soltanto il charger come elemento standalone, ma si sta spostando verso soluzioni chiavi in mano. Questo significa integrare in un’unica proposta la ricarica, la gestione della potenza, la connessione alla rete e tutti i servizi digitali associati. È una richiesta che sta crescendo in modo significativo nei segmenti delle flotte, della logistica e dei depositi del trasporto pubblico locale. In questi ambiti, l’infrastruttura non è più gestita in modo sperimentale, ma viene richiesta come soluzione industriale, robusta e standardizzata. Il nostro obiettivo è quindi fornire ai partner un pacchetto completo che consenta il deployment integrale dell’infrastruttura».

C’è una motivazione specifica dietro la scelta di abbandonare la corrente alternata?

«La decisione di mettere temporaneamente da parte la corrente alternata deriva dalla volontà di concentrarci sull’alta potenza, che è il segmento dove oggi vediamo la maggiore domanda. Il mercato è fortemente orientato verso soluzioni in corrente continua. Questo vale sia per applicazioni più semplici, come il sistema mobile da 40 kW collegabile a una presa pentapolare, sia – soprattutto – per i contesti più strutturati, come la logistica e il trasporto pubblico locale, dove la richiesta è sempre più orientata verso potenze elevate per garantire maggiore flessibilità operativa. Va anche considerato che il segmento della ricarica privata si sviluppa prevalentemente in ambito domestico, che richiede un approccio commerciale completamente diverso, tipicamente B2C. Siemens, invece, è fortemente orientata al B2B e opera in maniera ridotta su quel tipo di mercato».

Leggi l'intervista completa pubblicata sul numero di Giugno 2026 di E-Ricarica

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