


Fortech sta attraversando una fase di forte evoluzione, trasformando progressivamente il proprio posizionamento da azienda specializzata nei sistemi di pagamento a fornitore di piattaforme integrate per la gestione della ricarica. Un percorso che si è consolidato negli ultimi anni grazie all’espansione dell’offerta e all’ingresso in nuove aree di business, fino a coprire oggi l’intera catena di valore, dai sistemi di pagamento alla gestione software delle infrastrutture. Il cuore della strategia è l’integrazione tra hardware, software e servizi, con l’obiettivo di semplificare la gestione operativa per i Charge Point Operator e non solo. L’acquisizione di ElectriEase ha rappresentato un passaggio chiave in questa direzione, consentendo a Fortech di affiancare alle competenze storiche nel payment una piattaforma in grado di gestire end-to-end le infrastrutture di ricarica.

L’offerta attuale si articola infatti su più livelli: dalla gestione dei pagamenti omnicanale ai servizi in modalità Operation as a Service, fino a una piattaforma Software as a Service pensata per supportare CPO ed EMSP nella gestione autonoma del business. Il modello punta a combinare infrastruttura, software e compliance normativa in un’unica architettura, con l’obiettivo di ridurre complessità operative sempre più rilevanti per il settore. Elemento centrale della strategia è la piattaforma Fortech EV One, che integra funzionalità di monitoraggio, reportistica, smart charging e fleet management, posizionandosi come strumento modulare per operatori e aziende. Parallelamente infatti, cresce il ruolo delle flotte aziendali, considerate uno dei segmenti più dinamici, con esigenze sempre più strutturate in termini di rendicontazione, interoperabilità e gestione dei costi. Luca Banci, Head of Sales e-mobility in Fortech, ripercorre l’evoluzione dell’azienda, le dinamiche del mercato e le prospettive di sviluppo.
Sono passati circa dueanni dall'applicazione dell'AFIR. Dal vostro punto di vista, i CPO si sono ormai adeguati oppure esistono ancora criticità?
«Con l'entrata in vigore dell'AFIR ci aspettavamo un'adesione ancora maggiore ai requisiti previsti dal regolamento e una più ampia sensibilità verso l'adeguamento delle infrastrutture. I progressi ci sono stati, soprattutto da parte dei grandi operatori, che devono rispettare queste indicazioni anche per poter accedere ai finanziamenti previsti dal PNRR. Se quindi osserviamo una forte attenzione da parte dei principali CPO, lo stesso non si può dire per gli operatori meno strutturati e per molte realtà internazionali che operano in Italia. Sotto questo profilo c'è ancora molto lavoro da fare.
La situazione è diversa tra nuove installazioni e infrastrutture esistenti. Nei nuovi impianti si cerca generalmente di essere conformi fin dalla progettazione, mentre il tema del retrofit procede con maggiore lentezza. Eppure è un aspetto fondamentale, considerando che il termine fissato per l'adeguamento delle infrastrutture già installate è il 2027. Al momento solo i grandi operatori stanno pianificando concretamente gli interventi necessari, mentre per molti altri questa scadenza non viene ancora percepita come prioritaria. Un altro elemento determinante è che l'Italia non ha ancora definito il quadro sanzionatorio relativo al mancato rispetto dell'AFIR. Molti operatori, soprattutto quelli appartenenti a gruppi internazionali, ci fanno notare che il regolamento europeo impone determinati requisiti, ma il nostro Paese non ha ancora chiarito quali saranno le conseguenze in caso di mancato adeguamento. Per realtà di grandi dimensioni, che effettuano valutazioni economiche molto strutturate, questo rappresenta un fattore rilevante: se non sono note le eventuali sanzioni, alcuni preferiscono rimandare gli investimenti finché il quadro normativo non sarà più chiaro».
Passando a Fortech, come è cresciuta negli ultimi anni l'area dedicata alla mobilità elettrica e quali sono le prospettive?
«Il business legato alla mobilità elettrica è cresciuto in modo significativo. Il primo elemento di successo è stata la diffusione della nostra soluzione per i pagamenti con carte di credito e di debito, adottata sia in Italia sia in diversi Paesi europei. È stato il nostro punto di ingresso nel mercato della ricarica elettrica e ci ha consentito di comprenderne a fondo le esigenze. Successivamente, un ruolo decisivo è stato svolto dall'acquisizione di ElectriEase, entrata a far parte di Fortech a fine 2025. Questa operazione ci ha permesso di ampliare l'offerta con soluzioni dedicate alla gestione completa delle infrastrutture di ricarica, oltre ai sistemi di pagamento. Oggi possiamo proporre una piattaforma molto più completa e integrata, che ci consente di rivolgerci anche a clienti che in passato non avremmo potuto servire. Offriamo una gestione a 360 gradi dell'infrastruttura di ricarica, coprendo sia il rapporto con gli EV driver sia quello con gli operatori B2B, come i CPO. Stiamo inoltre registrando un interesse crescente da parte delle aziende che desiderano gestire direttamente la ricarica all'interno delle proprie sedi. È un ambito che apre prospettive molto interessanti sul fronte delle flotte aziendali e rappresenta uno dei temi di maggiore sviluppo per il prossimo futuro».
Siete quindi passati da una forte focalizzazione sui sistemi di pagamento a un'offerta molto più ampia, che comprende software e servizi digitali…
«Esattamente. La gestione di una stazione di ricarica porta con sé numerose esigenze di carattere amministrativo, fiscale e normativo. In passato ci occupavamo principalmente degli aspetti legati alla soluzione di pagamento con carta; ora, invece, siamo in grado di gestire l'intero processo. Attraverso la nostra piattaforma software è possibile amministrare la fatturazione elettronica, la gestione dei corrispettivi e tutte le attività amministrative in modalità completamente digitale. La piattaforma, inoltre, non si limita agli aspetti operativi necessari per gestire una sessione di ricarica, ma integra tutte le componenti hardware e software indispensabili per garantire la conformità normativa, un requisito sempre più richiesto sia dal mercato italiano sia, progressivamente, da quello europeo».