


Il Parlamento europeo accelera sulla semplificazione delle procedure autorizzative per le infrastrutture energetiche, includendo esplicitamente reti elettriche, sistemi di accumulo e stazioni di ricarica per veicoli elettrici. La Commissione ha infatti approvato una proposta (ulteriori dettagli a questo link) che punta a ridurre i tempi burocratici e a rendere più rapido lo sviluppo dei progetti necessari alla transizione energetica e alla diffusione della mobilità elettrica.
Il pacchetto legislativo si inserisce nel più ampio “European grids package” e introduce una serie di misure destinate a intervenire su uno dei principali colli di bottiglia del settore: i lunghi tempi di permitting. Secondo quanto evidenziato nella proposta, le procedure amministrative complesse rappresentano oggi un ostacolo significativo alla realizzazione di reti elettriche, impianti rinnovabili e infrastrutture di ricarica.
Tra le misure approvate dai deputati europei figura l’introduzione di scadenze più brevi e di un sistema di approvazione più snello. Le autorizzazioni per i progetti di connessione alla rete non dovranno superare i tre mesi, con meccanismi di approvazione tacita nel caso di mancata risposta entro i termini previsti. Per alcune tipologie di interventi sono inoltre previsti tempi ridotti ulteriori, compresi tra sei e nove mesi a seconda della localizzazione e della tecnologia utilizzata.
Particolare attenzione è dedicata proprio alle infrastrutture di ricarica, che rientrano tra gli asset per i quali si propone una significativa riduzione degli oneri amministrativi. Il testo prevede infatti l’innalzamento delle soglie che determinano la necessità di autorizzazione: per le colonnine di ricarica e i sistemi di accumulo, così come per il fotovoltaico su piccola scala, la soglia passerebbe da 100 kW a 200 kW.
Ancora più rilevante, sul fronte della diffusione capillare della rete di ricarica, la previsione secondo cui non saranno più necessari permessi amministrativi per l’installazione di stazioni con potenza complessiva fino a 1 MW collocate su strutture artificiali. Una misura che punta ad accelerare la realizzazione di punti di ricarica in contesti urbani e infrastrutturali già esistenti, riducendo tempi e complessità autorizzative.
La proposta interviene anche sul principio di interesse pubblico prevalente, che viene rafforzato per i progetti legati alle energie rinnovabili e alle infrastrutture di rete. Gli Stati membri non potranno introdurre restrizioni o eccezioni, salvo casi strettamente giustificati legati alla tutela del patrimonio culturale.
Sul fronte delle comunità locali, viene inoltre rivista la soglia per i meccanismi di condivisione dei benefici economici dei progetti, ridotta da 10 MW a 7 MW, con l’esenzione per le comunità energetiche e i progetti sviluppati dai cittadini.