


Secondo un recente comunicato pubblicato da Power2Drive, fiera che si terrà a Monaco di Baviera dal 23 al 25 giugno 2026, la crescita dei costi dei carburanti tradizionali, influenzata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, sta accelerando ulteriormente la transizione verso la mobilità elettrica in Europa. In questo contesto, lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica assume un ruolo sempre più strategico per sostenere la diffusione dei veicoli elettrici e garantire la sicurezza energetica del continente.
Secondo i dati diffusi, nel 2025 nell’Unione Europea sono stati immatricolati quasi 1,9 milioni di nuovi veicoli elettrici e veicoli commerciali leggeri a batteria, con una crescita superiore al 30% rispetto all’anno precedente. La quota di mercato ha raggiunto il 17,4%, mentre il segmento dei veicoli commerciali pesanti ha registrato un incremento ancora più marcato, con una crescita superiore al 70% e oltre 26.000 nuovi e-truck immatricolati.
Parallelamente, anche la rete di ricarica ha continuato a espandersi: nell’Unione Europea sono oggi operativi più di un milione di punti di ricarica pubblici e oltre 1.512 punti dedicati ai veicoli pesanti (HDV). L’obiettivo dichiarato a livello europeo resta quello di superare i 3,5 milioni di punti di ricarica entro il 2030, in linea con la progressiva riduzione della quota dei motori a combustione interna, scesa nel 2025 al 35,5% delle nuove immatricolazioni di auto passeggeri.

Il quadro europeo evidenzia tuttavia forti differenze tra Stati membri. Paesi come Paesi Bassi, Germania, Francia, Belgio e Italia guidano lo sviluppo infrastrutturale, mentre in diverse aree dell’Europa centrale, orientale e meridionale permangono ritardi significativi. La Germania, in particolare, ha ormai consolidato la seconda posizione in Europa per numero di punti di ricarica pubblici, avvicinandosi progressivamente ai Paesi Bassi, storicamente leader del mercato.
Il livello di utilizzo delle infrastrutture in Germania si attesta mediamente intorno alle 2,3 ore al giorno per punto di ricarica, corrispondenti a un tasso di utilizzo prossimo al 10%, con variazioni legate a localizzazione, fascia oraria e stagionalità. Nonostante la crescita, restano criticità rilevanti: in diversi Paesi europei si registrano colli di bottiglia nella rete elettrica e procedure autorizzative particolarmente lunghe, che possono arrivare fino a due anni, contro meno di sei mesi in Cina. Per accelerare lo sviluppo, la Commissione europea ha recentemente introdotto un piano d’azione volto a ridurre la burocrazia, favorire la digitalizzazione e promuovere sportelli unici per le autorizzazioni.
In parallelo, alcuni Governi nazionali stanno rafforzando le politiche di supporto. La Germania ha previsto un investimento da 1,6 miliardi di euro per l’installazione di punti di ricarica rapida destinati ai veicoli commerciali pesanti lungo le aree di servizio autostradali, con il via libera della Commissione europea.
Sul piano normativo, l’Unione Europea sta inoltre avanzando verso l’armonizzazione degli standard di ricarica. Dal gennaio 2026 sono entrate in vigore nuove linee guida tecniche per le colonnine pubbliche AC basate sullo standard EN ISO 15118-2:2016, mentre dal 2027 sarà obbligatorio il supporto allo standard aggiornato EN ISO 15118-20:2022, che abiliterà anche funzionalità avanzate come la ricarica bidirezionale vehicle-to-grid e il plug & charge esteso.
Il tema della ricarica intelligente e delle nuove tecnologie sarà al centro di Power2Drive Europe, in programma dal 23 al 25 giugno a Monaco di Baviera, all’interno della piattaforma The smarter E Europe. L’evento riunirà circa 2.800 espositori e oltre 100.000 visitatori, con un focus su infrastrutture di ricarica, elettrificazione delle flotte, regolazione e nuovi modelli di business.
