Newsletter

Ricarica pubblica: in Europa la rete cresce ma i prezzi restano elevati

Settembre 9, 2026

La rete europea di ricarica pubblica continua a crescere a ritmo sostenuto, accompagnando l'espansione della mobilità elettrica. A giugno 2026 i punti di ricarica pubblici nell’Unione Europea hanno raggiunto quota 1,16 milioni, un valore quasi otto volte superiore a quello registrato nel 2020. Secondo i dati riportati nel report  EV Transition Check 2026 – a cura dell'International Council on Clean Transportation (ICCT) in collaborazione con ECCO, il think tank italiano per il clima – l'infrastruttura disponibile è oggi sufficiente a sostenere l'attuale parco circolante elettrico europeo e la capacità di ricarica per veicolo risulta pari a 3,4 volte il livello previsto dagli obiettivi del regolamento AFIR.

La crescita, tuttavia, non è omogenea tra i diversi Paesi. Il 55% dei punti di ricarica pubblici europei è concentrato nei tre principali mercati, ovvero Paesi Bassi, Germania e Francia, mentre la distribuzione rimane più contenuta nell'Europa orientale, che presenta però risultati particolarmente positivi rispetto agli obiettivi AFIR calcolati in funzione del parco veicolare. Per quanto riguarda la rete autostradale TEN-T, i punti in corrente continua con potenza pari o superiore a 150 kW coprono ormai il 92% della rete europea. Più indietro è invece la diffusione delle infrastrutture dedicate ai veicoli pesanti, con circa 2.450 punti di ricarica specificamente destinati agli HDV e una copertura del 16% della rete TEN-T.

È proprio il trasporto pesante a mettere maggiormente in evidenza il tema del costo dell'energia utilizzata attraverso la rete pubblica. Nel giugno 2026 la tariffa media europea per la ricarica pubblica ad hoc era pari a 0,50 euro/kWh in corrente alternata e 0,62 euro/kWh in corrente continua, valori comprensivi di IVA. Si tratta di prezzi circa doppi rispetto a quelli della ricarica privata. Una differenza che, nel caso delle autovetture, non compromette necessariamente la convenienza economica del passaggio all'elettrico, mentre diventa molto più rilevante per i camion elettrici impegnati sulle lunghe percorrenze e quindi maggiormente dipendenti dall'infrastruttura pubblica.

In questo scenario l'Italia presenta un differenziale particolarmente marcato. Il costo medio della ricarica pubblica arriva infatti a 0,63 euro/kWh in AC e 0,77 euro/kWh in DC, posizionandosi nettamente al di sopra dei valori medi europei. Il livello delle tariffe rappresenta quindi uno dei fattori che possono incidere sulla competitività della mobilità elettrica, soprattutto per gli utilizzatori professionali e per i veicoli pesanti, per i quali il costo dell'energia costituisce una componente significativa del costo operativo.

Il quadro europeo evidenzia comunque un'evoluzione non soltanto quantitativa dell'infrastruttura. Sta infatti aumentando la disponibilità di strumenti per rendere la ricarica più flessibile e integrata con il sistema energetico. Nel 2025 erano già presenti 304 tariffe dinamiche basate sul tempo di utilizzo e il 63% dei clienti europei disponeva di uno smart meter. La diffusione di sistemi di gestione intelligente della ricarica può consentire di spostare i consumi verso le fasce orarie più convenienti, riducendo il costo per l'utente e, contemporaneamente, la pressione sulla rete elettrica.

Secondo le stime riportate nel report, lo smart charging potrebbe contribuire a ridurre del 6% il picco della domanda di potenza europea entro il 2035. Ulteriori benefici potrebbero arrivare dalla ricarica bidirezionale e dal Vehicle-to-Grid, che permettono di utilizzare la capacità di accumulo dei veicoli anche come risorsa per il sistema elettrico. In uno scenario in cui il 10% dei veicoli fosse abilitato al V2G, nel caso analizzato relativo alla regione francese dell'Essonne, la riduzione del carico di picco potrebbe arrivare al 9% nel 2040.

La crescita dell'infrastruttura si inserisce in un mercato elettrico europeo che continua ad accelerare. Nel primo semestre 2026 i BEV hanno raggiunto il 22% delle nuove immatricolazioni di autovetture nell'UE, mentre autobus e pullman elettrici sono arrivati al 28% e i camion medi al 21%. L'Italia rimane tuttavia in ritardo, con una quota BEV dell'8%, contro il 28% della Francia e il 26% della Germania.

Condividi su:
Realizzazione sito web & SEO by Digitalificio
Via Martiri della libertà, 28 - 20833 Giussano (MB) - P.IVA 06982770965
Privacy PolicyCookie Policy
cross