


L’Osservatorio prezzi delle tariffe di ricarica della mobilità elettrica promosso da Adiconsum e TariffEV aggiorna il quadro di mercato a marzo 2026, evidenziando una sostanziale stabilità dei prezzi nonostante il rialzo del costo dell’energia. Nel mese, il Prezzo Unico Nazionale si attesta a 0,143 €/kWh, in aumento del 25% rispetto a febbraio, ma senza un impatto diretto e proporzionale sulle tariffe di ricarica.
Sul fronte dei prezzi, l’analisi distingue tra media complessiva delle tariffe disponibili e media calcolata sulle offerte più competitive. Considerando tutte le tariffe, a marzo si registrano valori pari a 0,63 €/kWh per l’AC, 0,75 €/kWh per la DC e 0,76 €/kWh per l’HPC, con quest’ultima in lieve aumento di un centesimo rispetto al mese precedente. Se invece si prendono in esame solo le migliori tariffe per ciascun operatore, i valori scendono rispettivamente a 0,47 €/kWh, 0,58 €/kWh e 0,59 €/kWh, evidenziando margini significativi di ottimizzazione per gli utenti più attenti.
L’Osservatorio rileva inoltre una certa variabilità interna al mercato: a marzo si contano 14 aumenti e 7 riduzioni tra gli operatori, a conferma di un contesto dinamico ma complessivamente stabile. Alcuni player continuano infatti a proporre condizioni particolarmente competitive, soprattutto attraverso offerte in roaming o tariffe promozionali.
Tra le soluzioni più convenienti emergono, in ambito AC, offerte intorno a 0,25 €/kWh, mentre in DC e HPC si registrano rispettivamente minimi di 0,39 €/kWh e 0,30 €/kWh. Valori che, se confrontati con i costi dei carburanti tradizionali, mantengono un vantaggio economico rilevante per la mobilità elettrica.
Il confronto aggiornato con benzina e diesel – basato su prezzi medi rilevati ad aprile 2026 – conferma infatti la competitività dell’elettrico, soprattutto nella ricarica domestica. In ambito urbano, con un consumo medio di 13 kWh/100 km, il punto di pareggio rispetto al diesel si colloca a 0,82 €/kWh e a 0,75 €/kWh rispetto alla benzina. In autostrada, con consumi più elevati (20 kWh/100 km), le soglie scendono rispettivamente a 0,53 €/kWh e 0,49 €/kWh. Ne deriva che, a fronte di ricariche domestiche intorno a 0,25 €/kWh, il risparmio può arrivare fino al 70% rispetto a un’auto diesel.
Secondo il commento dell’Osservatorio, l’andamento dei prezzi dimostra come le tensioni geopolitiche e l’aumento del costo dell’energia – in larga parte legato al gas – abbiano inciso solo marginalmente sulle tariffe di ricarica pubblica, molto meno rispetto a quanto osservato sui carburanti fossili. Un dato ancora più significativo se si considera che questi ultimi beneficiano tuttora di sconti sulle accise.
In prospettiva, Adiconsum auspica che la crescita del parco circolante elettrico possa favorire una maggiore competizione tra operatori e una progressiva riduzione dei prezzi. Nel frattempo, resta centrale per gli utenti la possibilità di confrontare le tariffe in tempo reale tramite app dedicate, individuando di volta in volta l’offerta più conveniente. Inoltre, il riconoscimento della ricarica pubblica come servizio di pubblica utilità viene indicato come leva chiave per migliorare trasparenza, equità e accessibilità del sistema.
