


La gestione intelligente dei carichi di ricarica potrebbe ridurre da 24,7 a 14,1 miliardi di euro gli investimenti necessari per adeguare le reti elettriche europee alla diffusione delle auto elettriche entro il 2030. Per concretizzare questo potenziale, tuttavia, non basta disporre di colonnine in grado di modulare la potenza: servono reti digitalizzate, sistemi di misurazione e comunicazione adeguati, regole di mercato favorevoli alla flessibilità e un maggiore coordinamento tra operatori della mobilità elettrica e gestori delle reti.
È uno dei principali messaggi che emerge dallo studio Electricity Grids in Europe, realizzato da Siemens su commissione di EIT Urban Mobility, ACEA e ChargeUp Europe (qui ulteriori dettagli). L'analisi, basata sulla modellizzazione di 64 centri urbani in 30 Paesi (i 27 Stati membri dell'Unione europea e tre Paesi dello Spazio economico europeo), valuta l'impatto della crescita delle auto elettriche e dei veicoli commerciali leggeri sulle reti di distribuzione.
Il rapporto evidenzia innanzitutto come la gestione intelligente della ricarica, definita EV Load Management, possa contribuire a contenere il fabbisogno di nuovi investimenti. Si tratta di intervenire in tempo quasi reale sulla potenza assorbita dai veicoli, modulando i processi di ricarica in funzione della domanda elettrica e della capacità disponibile sulla rete. In questo modo è possibile ridurre i picchi di assorbimento e sfruttare meglio le infrastrutture esistenti, limitando la necessità di interventi di potenziamento.
Il potenziale di risparmio stimato da Siemens è pari a 10,6 miliardi di euro entro il 2030. La gestione intelligente dei carichi, tuttavia, non può sostituire gli investimenti infrastrutturali: anche nello scenario che prevede l'adozione dell'EV Load Management rimangono necessari interventi di rafforzamento delle reti in tutte le aree europee considerate.
Il nodo della bassa tensione e della digitalizzazione
Una delle principali criticità riguarda le reti di bassa tensione, sulle quali secondo lo studio si concentra il 77,7% degli investimenti fisici necessari per adeguare le infrastrutture alla crescita della mobilità elettrica. Un dato che riflette soprattutto il peso della ricarica residenziale, destinata a rappresentare una componente rilevante della domanda energetica dei veicoli elettrici. Nelle sei tipologie di città utilizzate come riferimento per il modello, la quota di proprietari di auto elettriche che potrà disporre di una soluzione di ricarica domestica entro il 2030 è stimata tra il 55% e il 62%.
Per gestire questa domanda diventa quindi importante poter conoscere con maggiore precisione le condizioni della rete locale e intervenire sui carichi quando necessario. L'EV Load Management richiede infatti non soltanto dispositivi di ricarica intelligenti, ma anche infrastrutture di misurazione e comunicazione in grado di trasmettere le informazioni e consentire il controllo della potenza in funzione delle condizioni operative della rete.
La digitalizzazione assume così un ruolo complementare rispetto al potenziamento fisico delle infrastrutture. La possibilità di disporre di dati aggiornati sulla capacità disponibile e sui consumi consente ai gestori di individuare più efficacemente le situazioni di congestione e di programmare gli interventi, mentre la flessibilità dei carichi permette di utilizzare in modo più efficiente la capacità già installata.
Regole e coordinamento per attivare la flessibilità
La disponibilità tecnologica non è però sufficiente a garantire la diffusione dello smart charging. Perché la gestione intelligente dei carichi possa contribuire effettivamente a ridurre gli investimenti, occorre creare condizioni regolatorie ed economiche che favoriscano la partecipazione degli utenti e degli operatori della ricarica ai meccanismi di flessibilità.
La possibilità di modulare la ricarica deve tradursi in un vantaggio concreto anche per chi utilizza il veicolo e per chi gestisce l'infrastruttura. In questo quadro assumono rilevanza i sistemi tariffari capaci di valorizzare il consumo nelle fasce orarie più favorevoli, gli strumenti per incentivare la partecipazione alla gestione della domanda e lo sviluppo di mercati in cui la flessibilità possa essere riconosciuta e remunerata.
Un altro elemento riguarda il coordinamento tra pianificazione delle reti e sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Lo studio sottolinea che le esigenze cambiano sensibilmente da una città all'altra, anche in funzione della disponibilità di parcheggi privati e delle abitudini di ricarica. Nei contesti urbani in cui l'accesso alla ricarica domestica è più limitato, ad esempio, è prevedibile una maggiore dipendenza dalle infrastrutture pubbliche. Diventa quindi importante che la localizzazione delle nuove stazioni sia valutata anche in relazione alla capacità della rete elettrica locale.
La diffusione della mobilità elettrica richiede dunque un approccio integrato, nel quale sviluppo delle infrastrutture, digitalizzazione delle reti e gestione flessibile dei consumi procedano insieme. È questa la condizione individuata dal rapporto Siemens per contenere il fabbisogno di nuovi investimenti senza compromettere la capacità delle reti di sostenere la crescita della domanda elettrica.