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A marzo in Italia oltre 78mila punti di ricarica pubblici (+18,6% vs marzo 2025)

Maggio 28, 2026

La rete italiana di ricarica per auto elettriche continua a crescere a ritmo sostenuto e supera per la prima volta quota 78mila punti installati. Secondo l’ultimo monitoraggio trimestrale diffuso da Motus-E, al 31 marzo 2026 risultano presenti nella Penisola 78.253 punti di ricarica a uso pubblico, con un incremento di 12.261 unità rispetto a un anno fa e di 5.206 punti soltanto nel primo trimestre dell’anno. Una crescita record quindi rispetto alle 11.828 unità totalizzate nello stesso periodo dello scorso anno e alle 1.601 unità del Q1 2025.

A trainare l’espansione della rete è soprattutto la crescita delle infrastrutture ad alta potenza. Il 64% dei punti installati negli ultimi dodici mesi appartiene infatti alla categoria fast e ultrafast, in netto aumento rispetto al 50% registrato nel 2025. Un dato che conferma l’accelerazione degli investimenti nelle stazioni di ricarica rapida, considerate strategiche sia per la mobilità privata sia per le flotte e i lunghi viaggi.

Parallelamente migliora anche il tasso di attivazione delle infrastrutture già installate. La quota di punti di ricarica ancora in attesa di connessione alla rete elettrica è scesa infatti al 12,9%, rispetto al 14,9% della media registrata nel 2025. Nonostante il miglioramento, Motus-E sottolinea però la necessità di intervenire ulteriormente sulle procedure autorizzative e sui tempi di connessione gestiti dai distributori locali.

Continua inoltre l’espansione della ricarica in autostrada. I punti installati lungo la rete autostradale italiana hanno raggiunto quota 1.461 unità, in forte crescita rispetto ai 942 del marzo 2024 e ai 559 del marzo 2023. L’87% delle infrastrutture presenti in autostrada è costituito da colonnine veloci in corrente continua e il 61% supera i 150 kW di potenza. Attualmente circa la metà delle aree di servizio italiane dispone di sistemi di ricarica elettrica.

Secondo Motus-E, tuttavia, persistono ritardi significativi nei bandi di gara da parte dei concessionari autostradali, rallentamenti che avrebbero impedito all’Italia di raggiungere pienamente gli obiettivi fissati dal regolamento europeo AFIR. L’associazione parla di target raggiunti al 90% e avverte sul rischio di una possibile procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Dal punto di vista territoriale, la Lombardia si conferma la regione leader per numero di infrastrutture pubbliche con 17.143 punti di ricarica, seguita da Piemonte con 7.574 punti, Veneto con 7.413, Lazio con 6.985 ed Emilia-Romagna con 6.366 punti installati.

«Pur in un contesto complicato, caratterizzato dal ritardo, tutto italiano, nell’adozione dei veicoli elettrici, a fronte di un mercato europeo in forte espansione, e dalle note criticità autorizzative e regolatorie», ha dichiarato il presidente di Motus-E Fabio Pressi, «gli operatori della ricarica stanno portando avanti, sostanzialmente da soli, con responsabilità e impegno, un processo di infrastrutturazione strategico per il Paese». Pressi ha inoltre sollecitato un maggiore coordinamento tra soggetti pubblici e privati coinvolti nello sviluppo della rete, chiedendo un rilancio della collaborazione con ANCI sui temi delle autorizzazioni, della tutela degli stalli dalla sosta abusiva e della protezione delle infrastrutture da danneggiamenti e furti. Tra le priorità indicate dall’associazione figurano anche l’allineamento dei costi energetici italiani a quelli dei principali Paesi europei, la semplificazione delle connessioni alla rete, l’accelerazione dei bandi autostradali e una governance più centralizzata della pianificazione infrastrutturale.

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