


La diffusione delle auto elettriche nelle flotte aziendali apre nuove opportunità ma richiede competenze tecniche e modelli organizzativi innovativi. Infrastrutture di ricarica, piattaforme software e servizi di gestione energetica stanno diventando elementi centrali per garantire efficienza e continuità operativa. In questo scenario, installatori e facility manager giocano un ruolo chiave nella progettazione di soluzioni scalabili e integrate
La transizione verso la mobilità elettrica sta ridefinendo profondamente il modo in cui le aziende gestisco- no i propri veicoli. Se fino a pochi anni fa l’elettrificazione delle flotte era percepita soprattutto come un obiettivo di sostenibilità o di compliance normativa, oggi rappresenta sempre più un elemento strategico legato all’efficienza operativa, al controllo dei costi e alla gestione dell’energia.
Un’accelerazione importante arriva anche dal quadro normativo. Con l’entrata in vigore delle nuove regole sui fringe benefit per le auto aziendali introdotte dalla Legge di Bi- lancio 2025, la fiscalità delle vetture concesse ai dipendenti in uso promiscuo è stata infatti profondamente modificata. Il nuovo sistema prevede un trattamento fiscale molto più favorevole per i veicoli a basse emissioni: la quota imponibile scende al 10% per le auto completamente elettriche e al 20% per le ibride plug-in, mentre per le vetture tradizionali benzina o diesel sale al 50% del costo chilometrico convenzionale.
Si tratta di un cambiamento significativo perché modifica direttamente il Total Cost of Ownership delle flotte aziendali. La maggiore tassazione sui veicoli endotermici e il trattamento fiscale più vantaggioso per quelli elettrici stanno spingendo molte aziende a riconsiderare le proprie strategie di car policy e di rinnovo del parco veicoli, orientando sempre più le scelte verso modelli a zero emissioni: elettriche e ibride plug-in. Per i fleet manager la sfida non consiste quindi soltanto nella sostituzione dei veicoli endotermici con modelli elettrici. L’adozione di una flotta a zero emissioni implica infatti la progettazione di un vero e proprio ecosistema che comprende infrastrutture di ricarica, sistemi digitali di gestione, integrazione con le reti pubbliche e strumenti di monitoraggio dei consumi. A questo si aggiungono nuove esigenze organizzative, come la gestione delle ricariche domestiche dei dipendenti, l’ottimizzazione dei cicli di ricarica nei depositi logistici e la rendicontazione energetica e ambientale. In questo contesto anche gli installatori assumono un ruolo sempre più centrale. La diffusione delle infrastrutture di ricarica richiede infatti competenze che vanno oltre la semplice installazione hardware: progettazione elettrica, dimensionamento della potenza disponibile, integrazione con sistemi di gestione energetica e capacità di lavorare in sinergia con piattaforme digitali e operatori di servizio. Il mercato sta rispondendo a queste esigenze con un’offerta sempre più articolata che combina infrastrutture, software e modelli di servizio flessibili.
A questo link l'articolo completo pubblicato su E-Ricarica di aprile